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The Transporter Legacy

26/09/2015 11:00

Riccardo Cotumaccio

Recensione Film,

The Transporter Legacy

Frank Martin (Ed Skrein), conosciuto nel mondo della criminalità organizzata come il miglior autista sulla piazza, è disposto a fare qualunque consegna se ben r

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Frank Martin (Ed Skrein), conosciuto nel mondo della criminalità organizzata come il miglior autista sulla piazza, è disposto a fare qualunque consegna se ben retribuito. Le regole da rispettare sono solo tre: niente nomi, niente domande e niente ripensamenti. Il suo codice morale, però, viene meno quando Anna (Loan Chabanol) lo convince a guidare l'automobile utilizzata per la fuga durante una complicata rapina in banca. Sfrecciando tra le strade del Principato di Monaco, Frank diventa complice - e protagonista - di un quadro ben più grande: un complotto per eliminare Yuri (Yuri Kolokolnikov), pericoloso trafficante di esseri umani.


Prodotto da Luc Besson e Mark Gao, The Transporter Legacy riprende e protrae la già celebre trilogia interpretata da Jason Statham dal 2002 al 2008. La mano del regista Camille Delamarre c'è e si vede sin da subito: il cambio di protagonista, l'affollato cast femminile, le scene al cardiopalma e un dominante spirito di vendetta che perdura nel corso del film sono elementi fortemente voluti dal francese, già al montaggio di Transporter 3 e di Taken - La vendetta. L'action movie è totalmente riuscito e conosce picchi di non scontata emozione: combattimeti in slow motion, sgommate su cemento bagnato, risse. The Transporter Legacy è un thriller leggero "all'americana", che alterna sprazzi drammatici su uno sfondo principalmente commediale. La regia è azzeccata, coglie con coerenza lo spirito imbattibile ma umano del protagonista, reso eroico da un montaggio spesso eccessivo ma allo stesso tempo mai irritante. I diversi filoni narrativi sorvolano anche le banalità dalla sceneggiatura, che presenta piccole - sorvolabili - pecche. Il cast non brilla per eccezionalità: lo stesso Skrein (reso celebre da ll Trono di Spade) non lascia il segno. Avvenente e muscoloso, a livello espressivo non buca lo schermo, limitandosi forse al minimo sindacale. Fanno di peggio le diverse presenze femminili, a iniziare dalla Chabanol, protagonista di un'interpretazione anonima e quasi mai attendibile. Il prototipo della femme-fatale fallisce in meri luoghi comuni da basso cinema, come sguardi evitabili di ammiccamento e una sceneggiatura a dir poco mediocre. E Yuri, cattivissimo trafficante di prostitute, tanto perfido poi non sembra: il ruolo dell'antagonista, più sciagurato che malvagio, toglie sale alla concatenazione degli eventi, rendendo il tutto più prevedibile e meno intenso. Divertono più lo spettatore le scene di azione, il sapiente incastro del montaggio, la colonna sonora "emotional", proiettandolo all'interno dell'Audi guidata - in maniera folle - dal "trasportatore". The Transporter Legacy non concede molti brividi, ma una cosa è certa: in sala lo sbadiglio è vietato.



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