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Belli di Papà

21/10/2015 11:00

Samantha Ruboni

Recensione Film,

Belli di Papà

Vincenzo (Diego Abatantuono) è un impreditore milanese di successo con tre figli a suo carico, viziatissimi e abituati ad avere dalla vita tutto senza alzare un

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Vincenzo (Diego Abatantuono) è un impreditore milanese di successo con tre figli a suo carico, viziatissimi e abituati ad avere dalla vita tutto senza alzare un dito: Chiara (Matilde Gioli) si sta per sposare con Loris (Francesco Facchinetti), un PR interessato solo al suo ego e a sperperare soldi altrui; Matteo (Andrea Pisani) lavora nell'azienda di famiglia, esibendo idee assurde che il padre ignora; Andrea (Francesco di Raimondo) è iscritto alla facoltà di psicologia ma non ha mai dato un esame. Dopo un malore, che spaccia come infarto, Vincenzo capisce che deve far qualcosa per riportare i suoi figli con i piedi per terra: decide così di mettere in scena una farsa, millantando una bancarotta. I ragazzi si rifugiano così nella casa d'infanzia di Vincenzo in Puglia, ormai fatiscente, e comprendono che l'unico modo per risolvere la situazione è mettersi a lavorare.


La commedia d'esordio di Guido Chiesa è ispirata al film messicano campione d'incassi Nosotros los Nobles di Gary Alazraki. La volontà di calare la trama in un contesto che sia quello del Bel Paese, porta il regista a implicare le varie differenze nord/sud che lo contraddistinguono, mantenendo quella visione dell'Italia stereotipata che è punto fermo della comicità di casa nostra. Il Sud, presentato come arretrato, rivela invece al suo interno un'umanità varia e ricca di sfumature, che permette ai protagonisti di scoprire un modo diverso di affrontare la vita. Il tema principale di Belli di papà, tuttavia, resta il rapporto genitori/figli, un argomento sempre attuale che qui ha una declinazione inedita: stavolta, saranno i ragazzi a dover mantenere il padre. Una commedia non molto originale ma intelligente, sulla scia dei prodotti diretti recentemente da Pif e Sydeny Sibilia che, nonostante portino alla risata, sviluppano tematiche sociali attuali e di un certo spessore. Diego Abatantuono recupera in questo film una comicità che ricorda i tempi d'oro di Marrakesch express e Mediterraneo: uno humor realista e cinico. Gli altri interpreti sono tutti giovanissimi, usciti dalla scuderia di Colorado Cafè come Andrea Pisani o scoperte come Matilde Gioli, già vista ne Il Capitale Umano di Paolo Virzì. Due sono gli esordi sul grande schermo, quello di Francesco di Raimondo e di Francesco Facchinetti che, nonostante l'abitudine ai riflettori, si trova per la prima volta davanti a una camera da presa come acerbo antagonista. Guido Chiesa, dopo film come Lavorare con lentezza e la miniserie - prodotta da Sky Italia - Quo Vadis Baby?, si mette alla prova con una commedia. Nonostante l'assoluta mancanza di novità tematiche e di forma, in Belli di papà si ride e non c'è malizia. L'umorismo, per quanto televisivo, è sempre giocato su botta e risposta tra padre e figli e, in modo divertente, manifesta quel gap generazionale che rimane la tematica principale del film.


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