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Un Natale stupefacente

05/12/2015 11:00

Andrea Desideri

Recensione Film,

Un Natale stupefacente

Un film comico che arriva, puntuale, sotto l’albero di Natale

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Matteo (Niccolò Galvagna), otto anni, viene affidato agli zii Remo e Oscar (Lillo e Greg) quando i genitori vengono arrestati per coltivazione di marijuana. I due uomini, però, si rivelano completamente inadeguati al loro compito di tutori e si fanno aiutare da Marisa (Paola Minaccioni) – ex compagna di Oscar – che porta con sé il nuovo fidanzato Giustino (Paolo Calabresi). Insieme passeranno le festività natalizie, facendo credere ai due assistenti sociali Belotti e Randelli di essere una famiglia.


Un Natale stupefacente è un film comico che arriva - puntuale - sotto l’albero. Volfango De Biasi, però, negli ultimi tempi si è posto l’obiettivo di mutare il genere che ruota attorno alle Feste confezionando per il cinema diversi formati di umorismo che abbiano come denominatore comune il Natale. Ci ha provato nel 2012 e 2013 con Colpi di Fulmine e Colpi di Fortuna, per cui ha curato la sceneggiatura: qui troviamo un approccio nuovo alla risata, che non trova spunto nelle vecchie e stantie gag a cui eravamo abituati; il luogo comune del signorotto infedele lascia allora spazio a una serie di episodi che compongono un’unica pellicola attraverso frammenti e vicende che prestano meno il fianco a volgarità e giocano con la scaramanzia e l’amore. Nel 2014 De Biasi torna nelle sale da regista, autore di un soggetto scritto in collaborazione con Neri Parenti e Domenico Saverni, con un umorismo meno pesante ma che tende al nonsense. Ma, ormai, siamo lontani dai tempi in cui il film di Natale era un must della tradizione e la sua pellicola ha un appeal scarso.


Il leitmotiv del film si basa sui continui misundestanding messi in atto dall’improvvisato nucleo familiare, per non far capire al piccolo che i suoi genitori sono in prigione. Non riesce a regalare un sorriso nemmeno la romanità di Paolo Calabresi che, vestendo i panni di un rozzo tatuatore, prende le mosse e la verve del Biascica di Boris; l'umorismo però è più goffo e meno pungente rispetto all'elettricista di “Occhi del Cuore”. E mentre Ambra Angiolini si mette in gioco senza troppo successo e Paola Minaccioni si cala alla perfezione nel ruolo, Lillo e Greg si confermano protagonisti dello schermo come del palco. Perfetti anche Montanari e De Filippis, una coppia comica affiatata, ma relegata esclusivamente al contorno della vicenda: nei loro ruoli secondari, non sono riescono a esprimere pienamente quel potenziale che era emerso in SuperG, la serie demenziale di cui sono protagonisti su Comedy Central. L’obiettivo di De Biasi di rinnovare un genere inflazionato come la commedia natalizia è da apprezzare, ma va messo in conto che il pubblico - poco abituato a rivoluzioni stilistiche interne al filone commerciale - potrebbe non cogliere la novità. Soprattutto se quel qualcosa di nuovo è applicato al cinepanettone. Indigesto da anni, ormai.



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