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Ma guarda un po' 'sti americani

28/01/2016 11:00

Samantha Ruboni

Recensione Film,

Ma guarda un po' 'sti americani

Dopo aver partecipato a un quiz show in tv, la famiglia Griswald vince un viaggio in Europa...

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Dopo aver partecipato a un quiz show in tv, la famiglia Griswald vince un viaggio in Europa. Una volta arrivati nel vecchio continente si troveranno a che fare con le varie nazionalità e i loro stereotipi, che saranno la miccia per accendere le disavventure cui la famiglia Griswald si troverà a che fare. Tra finti hotel di lusso, macchine a noleggio, furti, truffe e incomprensioni, la famiglia girerà l'Europa attraversando Inghilterra, Francia, Germania fino ad arrivare nel nostro paese. Il ritorno a casa non sarà mai così piacevole.


Secondo episodio della saga dei National Lampoon Vacation, cui precede National Lampoon Vacation e lo segue Un Natale Esplosivo e National Lampoon Vacation Las Vegas, il film riprende lo stile road movie del film precedente, ma, in questo caso, su territorio europeo. Il film si presenta come uno spaccato delle disavventure dei turisti americani in giro per l'Europa e le loro stereotipate caratteristiche come il traduttore tenuto sempre in mano dal protagonista, la difficoltà di comunicazione, i ributtanti souvenir e vestiari a tema, sommato a una buona dose di stereotipi sulle varie nazioni visitate dalla famiglia: Inghilterra, Francia, Germania e Italia. In Inghilterra si troveranno a che fare con alberghi di finto lusso, una gentilezza troppo ostentata, la guida a sinistra; in Francia i camerieri li prenderanno sempre in giro con una lingua che par sempre gentile; la Germania è la patria di wurstel e crauti, e anche dell'irascibilità e del passatismo; l'Italia, invece, è la patria delle truffe e dei ladri, ma per lo meno anche della moda e dello shopping. Nessuno viene risparmiato, nemmeno la stessa famiglia americana, che tra filmini, foto e guide turistiche cadranno nei guai grazie a un modo di fare naive e spensierato. Il ritorno a casa sarà rocambolesco, ma per questo piacevole e sentito.


Secondo episodio della saga, ha lo stesso stile e lo stesso ritmo del precedente film, con una divisione in episodi e gag dedicate a ogni nazione visitata. Il risultato non è lo stesso, il film risulta scontato e il divertimento arriva raramente, nonostante la collaborazione europea con uno dei mostri sacri dell' humor inglese, Eric Idle dei Monthy Pyton, che per alzare il livello della commedia appare per due volte nel corso della pellicola, non riuscendo però a farla decollare. La regia in questo episodio passa nelle mani di Amy Heckerling, famosa per i film Senti chi parla. John Hughes rimane al timone della sceneggiatura, insieme a Robert Klane, ed è anche l'autore della storia originale dal quale è tratto il film. Gli attori principali, Chavy Chase e Beverly Dangelo, perdono d'intensità e fantasia. Gli interpreti dei figli vengono cambiati rispetto alla pellicola precedente, a causa di una mancata conferma del ruolo da parte di Anthony Michael Hall, che preferì accettare la parte ne La donna esplosiva di John Hughes, una delle commedie della brat pack americana, della quale Hall sarà uno dei protagonisti. Gli attori vengono quindi sostituiti da Dana Hill e Jason Lively, che però non arrivano ai livelli dei loro predecessori. La colonna sonora ci collega alla pellicola precedente grazie alla hit Holiday Road di Lindsey Buckingham, che apre il film, per il resto si nota un'attenzione maggiore al contemporaneo inserendo canzoni della New Wave, come ad esempio Some like it hot dei Power Station e la francese ça plane pour moi di Plastic Bertrand. Il film risulta uno dei peggiori della saga a causa di stereotipi ammassati senza un vero e proprio senso cinematografico.


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