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Onda su onda

18/02/2016 11:00

Riccardo Cotumaccio

Recensione Film,

Onda su onda

Ruggero (Alessandro Gassman) è un cuoco solitario, amante dei libri e della precisione...

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Ruggero (Alessandro Gassman) è un cuoco solitario, amante dei libri e della precisione. Gegè (Rocco Papaleo) è un esuberante cantante, destinato a raggiungere Montevideo per un concerto, chance essenziale per rilanciare la propria carriera. Sebbene tra i due non scorra da subito buon sangue, un evento inaspettato li costringerà a una "collaborazione" forzata; grazie anche alla bella Gilda Mandarino (Luz Cipriota), organizzatrice dell’evento, che li accoglie nel migliore dei modi. L'esuberanza dei due protagonisti, disposti a tutto per dare un nuovo senso alle loro vite, rischierà però di scombinare del tutto i piani.


La terza opera del comico di Lauria, dopo Basilicata coast to coast (già fianco a fianco con Alessandro Gassman) e Una piccola impresa meridionale, è totalmente girata nel cuore dell’Uruguay. Un film di vocazione internazionale, che però si allontana dagli ottimi ritmi che la recente commedia italiana ha più volte richiesto: l’andamento lento e le interpretazioni non indimenticabili dei protagonisti regalano al pubblico l’ennesimo prodotto evitabile. Paragonando - ma solo per tempistiche d’uscita - l’opera di Papaleo a Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, troviamo due tipologie di film su livelli ben distanti sia nelle premesse che nella riuscita. Il lato malinconico e profondo di Onda su onda (omaggio all’album di Paolo Conte, pubblicato nel lontano 1974), è accompagnato da gag che sanno di vecchio, troppo cinepanettoniche. Le doti comiche di Papaleo, più evidenti in film come Un boss in salotto, qui si manifestano con cautela e meno energia. L’interpretazione di Gassmann, purtroppo, va a incastonarsi nell’ampia galassia di esempi poco brillanti dimostrate dall’attore romano, reduce invece dalla buona prova de Gli ultimi saranno gli ultimi, ultimo lavoro di Massimiliano Bruno. Il risultato che Papaleo ottiene sembra raccolto con il minimo sforzo: da una trama tutto sommato interessante ne esce un'opera dal ritmo stagnante, senza particolari picchi di emozione e priva di spunti destinati a restare impressi nella memoria dello spettatore. Dal cinema italiano, anche se commediale, è lecito aspettarsi di più.



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