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Seduzione pericolosa

05/04/2016 10:00

Antonella Sugameli

Recensione Film,

Seduzione pericolosa

Frank Keller (un giovane Al Pacino) deve indagare su tre omicidi sospetti, il modus operandi dell'assassino è identico in ciascun caso...

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Frank Keller (un giovane Al Pacino) deve indagare su tre omicidi sospetti, il modus operandi dell'assassino è identico in ciascun caso. Le vittime, tre uomini, vengono denudati e freddati con un colpo di arma da fuoco alla nuca. Mentre è sulle tracce del serial killer, il detective Keller è affiancato dal collega Sherman (John Goodman), studiando accuratamente il caso, decidono di pubblicare un annuncio per cuori solitari con il fine di adescare il killer. Il gioco si fa intrigante ed eccitante, in modo imprevedibile. Molte donne rispondono all'annuncio e i due detective, per arrivare a chiudere il caso, sono chiamati ad incontrarle ben sapendo il pericolo cui vanno incontro. Ciò che non può immaginare il detective Keller è la seduzione esercitata da una donna in particolare (Ellen Barkin), sulla quale sembrano cadere tra l'altro tutti i sospetti.


Pellicola del 1989 firmata da Harold Becker dal ritmo incalzante e dai dialoghi serrati. Il regista americano si fa strada cavalcando il thriller-sentimentale di moda negli anni novanta e senza osare più di tanto porta a casa una storia efficace e intrigante. Il genere attrae un pubblico avvezzo a tematiche erotiche mescolate ad elementi ad alta tensione: "9 settimane e 1/2" di Adryane Lyne aveva fatto scuola nel 1986, replicata l'anno successivo con "Attrazione fatale"; pietra miliare del genere hard-thriller rimane tuttavia "Basic Instinct" (1992) di Paul Verhoeven. Al centro della narrazione, in ciascun film, si nota la potenza seduttiva esercitata dal corpo della donna come oggetto materico da desiderare e possedere. Se, come afferma Lacan, «il desiderio è desiderio del desiderio dell'altro» allora si spiega come mai le donne, obiettivo della concupiscenza maschile, arrivino ad abusare del potere loro concesso. Infatti, avvertire nell'altro una brama di tale intensità, espone l'io ad una crescita esponenziale di narcisismo perverso in taluni casi con esiti nefasti. La Helen di "Seduzione Pericolosa" gioca a tessere i fili della sua malia con estrema abilità dialettica e ambiguità: conosce i tempi dell'amore e sa quando è bene srotolare il filo e quando riavvolgerlo per condurre a sè l'amante in fremente attesa. Se seduzione vuol dire per l'appunto condurre a sè, dove condurrà l'attrazione tra i due protagonisti? Il regista, più attento a curare l'aspetto drammatico ed erotico, pasticcia un po' nello scioglimento della matassa finale, ma dalla sua può contare sulla comicità della coppia Pacino-Goodman e quella incadenscente Pacino-Barkin. Il titolo originale "Sea of love" dell'omonimo brano degli anni '50 di Phil Phillips, plaude al romanticismo e lascia intendere il resto. In fondo cosa è la seduzione se non l'aspetto più pericoloso e al contempo attraente dell'amore?



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