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Look Both Ways - Amori e disastri

11/06/2009 11:00

Stefano Camaioni

Recensione Film,

Look Both Ways - Amori e disastri

Un venerdì, dopo una visita medica di routine, il fotoreporter Nick (William McInnes) scopre di avere il cancro...

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Un venerdì, dopo una visita medica di routine, il fotoreporter Nick (William McInnes) scopre di avere il cancro. Chiaramente sconvolto, l'uomo sprofonda in una depressiva riflessione esistenziale, convincendosi che da perdere ci sia ben poco. Contemporaneamente Meryl (Justine Clarke), un'artista trentacinquenne, subisce la morte dell'affezionatissimo padre ed immagina catastrofi e morti attorno a lei. Andy, amico di Nick, scopre suo malgrado di aver messo incinta Anna, con la quale ha una storia occasionale da poco tempo. I quattro vivono il proprio piccolo inferno personale, una sorta di depressione chiarificatrice e minimalista che li porta ad abbandonarsi a se stessi. Sarà il destino ad unire alcuni di loro e la pioggia a lavare via la sofferenza dai loro cuori.


Il primo lungometraggio di Sarah Watt si presenta come un'opera nitida e dalle idee chiare: una sorta di carpe diem fatto di brillanti quanto plumbei dilemmi esistenziali. Allo stesso tempo riesce però ad essere una storia d'amore, una commedia divertente ed una riflessione in chiave moderna sui più primordiali interrogativi dell'uomo. Tra Palahniuk e Kundera, Look both ways non emerge certo in modo particolare, ma neppure sprofonda nella blanda banalità. Difatti: se l'essere pretenzioso del film può sembrare un elemento a suo sfavore, riesce invece a divenire tappeto ed integrato di tutta la sua concettualità. Girato in maniera essenziale, Look both ways non brilla per il suo comparto tecnico – non che ne abbia la pretesa – e la cinepresa svolge alla perfezione il suo lavoro di statico osservatore. Memorabile l'incontro tra Nick e Meryl.


Notevole l'interpretazione di Justine Clarke, vittima e carnefice di un'emotività che la fa spiccare dietro e di fronte alla macchina da presa. Distribuito da Domenico Procacci e dalla sua Fandango, il film potrà finalmente godere, dopo ben quattro anni dalla sua uscita, di una buona distribuzione italiana.


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