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La fisica dell'acqua

18/06/2009 11:00

Marco Etnasi

Recensione Film,

La fisica dell'acqua

Alessandro è rimasto orfano di padre quando aveva un anno...

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Alessandro è rimasto orfano di padre quando aveva un anno. Ora è cresciuto ed è un bambino allegro, felice e pieno di amici ma, qualcosa in lui non va. Infatti, il giovane Alessandro è turbato da un’inquietante verità che si cela dietro la sua memoria d'infanzia e che riaffiora incomprensibilmente solo quando il bambino si trova davanti all’acqua in tutte le sue forme e manifestazioni. A causa di questi disturbi emozionali, Alessandro arriverà a compiere gesti assolutamente insani ed apparentemente immotivati, come quello di allentare i freni della macchina dello zio. E’ forse il ritorno dello zio Claudio (Claudio Amendola) a turbarlo? O è forse la scelta di Giulia (Paola Cortellesi), sua madre, di vendere la casa a scatenare nel ragazzo queste reazioni spropositate?


Diretto da Felice Farina, La fisica dell’acqua è un film dalle forti tinte drammatiche che investe l’acqua dell’arduo compito di svelare gli ingranaggi di una trama a tratti troppo complessa: «Sono molto sensibile alla sottrazione della verità che gli adulti fanno ai bambini: infatti è da quel gesto così pieno di significato, fatto per lo più con sistematica incoscienza, che ha origine il perpetuarsi del mondo deprivato della verità». L’acqua, infatti, uno dei pochi elementi di impatto della pellicola, arriva prepotente nella vita di Alessandro per cercare di riportare in superficie delle verità sepolte da anni di bugie. Proprio questa sofisticata ricerca della verità si presenta come il tema centrale della pellicola ed in virtù di una tematica, almeno sulla carta, cosi profonda ed intrinseca a tutto ciò che di più fragile c’è negli esseri umani, appaiono molto buone le scelte di regia.


Molto ben congegnati i piani sequenza, ma soprattutto ottima la scelta di creare dei visual effects in 2k per rendere vivide le visioni di Alessandro quando si confronta con l’acqua. Il film, per il resto, suscita più di qualche perplessità in elementi come la colonna sonora, monotona e scontata e le interpretazioni del duo Cortellesi-Amendola che sicuramente non brillano come ci si potrebbe aspettare da due interpreti cosi versatili. Dunque, un film che non riesce a sfruttare le splendide idee di fondo schiantandosi sull’insormontabile difficoltà di spiegarsi, sembrando a tratti forzatamente drammatico e artificioso.


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