photo

NETFLIX

copertine blog.jpeg

NOW TV

footer
pngwing.com(17)
sis nero

I PIÙ LETTI

ULTIMI ARTICOLI

SOSTIENI IL PROGETTO

Frankenstein contro l'uomo lupo

28/11/2009 12:00

Luca Lombardini

Recensione Film, film-horror, frankenstein, uomo-lupo,

Frankenstein contro l'uomo lupo

Forte del successo ottenuto da Frankenstein e L’uomo Lupo la Universal opta per la massima monetizzazione del suo genere di riconoscimento (l’horror) distribuen

6041-.jpeg

Forte del successo ottenuto da Frankenstein e L’uomo Lupo la Universal opta per la massima monetizzazione del suo genere di riconoscimento (l’horror) distribuendo nelle sale lo scontro tra i due titani del brivido. Il doppio sequel, al fine di sbancare il botteghino, viene progettato a tavolino e pianificato intorno agli imperativi di continuità e riconoscibilità. A George Waggner il compito di supervisionare e produrre l’operazione, mentre Roy William Neill ne rileva il posto in cabina di regia ad appena due anni di distanza dall’exploit di The Wolf Man. Come sceneggiatore viene confermato Curt Siodmak; Lon Chaney Junior e Maria Ouspenskaya, dal canto loro, tornano rispettivamente a vestire i panni del licantropo Lawrence/Larry Talbot e della zingara Maleva. Bela Lugosi, ormai al crepuscolo della sua carriera, accetta di indossare la maschera del mostro. La stessa rifiutata a vantaggio di Boris Karloff nel cult diretto da James Whale. La traduzione italiana lascerebbe pensare ad un mitologico conflitto moderno, ma con il critico senno di poi sarebbe più corretto parlare di incontro tra due icone della paura. Solo aggrappandosi a quel significativo “meets” del titolo originale, infatti, si può comprendere a pieno l’essenza di una pellicola che di terrificante possiede ben poco, se non la drammatica parabola di due esseri emarginati e temuti, in quanto diversi e potenzialmente pericolosi.


Tanto Frankenstein quanto L’uomo Lupo altro non sono che outcast, mostri nell’accezione maggiormente dispregiativa del termine: minacciati e braccati da una normalità “umana” che li considera diversi. L’intera durata del film è oppressa da una plumbea cappa di morte (la cappella della famiglia Talbot o il glaciale sepolcro sotto le rovine del castello Frankenstein) e da strazianti prese di coscienza relative alla condizione di forzata immortalità. In questo contesto germoglia spontaneo il sentimento di amicizia tra due creature costrette a condurre un’esistenza indesiderata, private della loro identità ed escluse dal nucleo sociale (significativo, a tal proposito, il malinconico e incompreso ingresso di Frankenstein alla festa della vendemmia). Una virata profondamente psicologica rispetto ai canoni del genere, figlia del sapiente script di Siodmak, abile a costruire il sentimento d’insolita amicizia all’interno della disperata condizione di vita e a porre fine a quest’ultimo per mano dell’ennesima e presuntuosa mente umana. A metterli l’uno contro l’altro, provvederà di fatto il tracotante delirio medico del Dottor Frank Mannering (praticamente un diminutivo del collega Frankenstein), condannando le due vittime ad autoeliminarsi appena prima dell’amaro e solo apparentemente catartico finale. Il vecchio castello degli orrori scientifici affoga nella piena della diga, trascinando con sé i corpi dei due mostri. La bella è salva. Ma chi è il cattivo?


sisbianco
sisbianco

un progetto di Piano9 Produzioni

cinemadvisor
Silenzioinsala.com © | All Right Reserved | Powered by Vito Sugameli

Disclaimer legale
SilenzioinSala.com è un blog culturale e divulgativo gestito da appassionati di cinema, senza alcuno scopo di lucro. Non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della Legge n. 62/2001, poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità regolare e senza struttura redazionale organizzata. Tutti i contenuti pubblicati – articoli, recensioni, approfondimenti e immagini – hanno esclusivamente finalità informative, educative e critiche, in pieno rispetto della normativa sul diritto d'autore (L. 633/1941, art. 70 e seguenti). Le immagini utilizzate (come locandine, fotogrammi, still promozionali, loghi, ecc.) sono di proprietà dei rispettivi titolari dei diritti (produttori, distributori, artisti, ecc.) e vengono impiegate unicamente a scopo illustrativo e senza fini commerciali. Se un contenuto visivo pubblicato risultasse lesivo di diritti di proprietà intellettuale, invitiamo i titolari a contattarci per richiederne la modifica o la rimozione, che sarà effettuata con tempestività. SilenzioinSala.com declina ogni responsabilità civile e penale per un eventuale utilizzo improprio, illecito o strumentale dei contenuti da parte di terzi. Il sito può ospitare banner pubblicitari gestiti da circuiti esterni, il cui unico scopo è contribuire alla copertura dei costi tecnici e di gestione (hosting, manutenzione, domini, ecc.). La presenza di tali annunci non costituisce in alcun modo promozione o approvazione da parte nostra dei prodotti o servizi pubblicizzati. Non siamo responsabili per eventuali contenuti ingannevoli o dannosi presenti nei materiali promozionali visibili tramite il sito. Per maggiori informazioni clicca qui.