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Metal Gear Solid: Philanthropy

09/01/2010 12:00

Marco Papaleo

Recensione Film, Speciale Videogiochi,

Metal Gear Solid: Philanthropy

La passione è il motore dell'arte, e in molte persone la scintilla che accende questo motore nasce dall'emulazione: ispirandosi ai propri miti, si cerca di real

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La passione è il motore dell'arte, e in molte persone la scintilla che accende questo motore nasce dall'emulazione: ispirandosi ai propri miti, si cerca di realizzare qualcosa di altrettanto grande, che magari, in futuro, creerà a sua volta degli emuli. La generazione dei trentenni (creativi) di oggi ha avuto fra i modelli di riferimento, oltre alla letteratura, ai film e ai fumetti, anche i primi videogiochi dal piglio cinematografico e dalla trama adulta. Fra questi, impossibile non citare la serie di Metal Gear Solid, parto della vulcanica mente del giapponese Hideo Kojima che ha affascinato milioni di videogiocatori con personaggi carismatici e storie avvincenti. Parlavamo di passione ed emulazione: c'è chi, ispirandosi alle avventure di Solid Snake, nel corso degli anni ha realizzato piccoli videogiochi ambientati nel suo universo; chi ne ha vestito i panni nel mondo del cosplay; chi ne ha scritto nuove storie per poi pubblicarle sui vari siti di fan fiction. Il giovane Giacomo Talamini e la sua Hive Division, invece, ha addirittura dato vita ad un fan-film dal vivo che celebra e onora i pomeriggi passati alla PlayStation “in missione” contro le minacce alla pace globale.


Metal Gear Solid: Philanthropy, nella continuity del videogioco, si colloca come una sorta di prequel del secondo episodio (Metal Gear Solid: Sons of Liberty) per PlayStation 2. Solid Snake (Giacomo Talamini), un super soldato votato ormai da anni alla crociata per l'abolizione delle armi di distruzione di massa, accetta un nuovo, pericoloso incarico dall'organizzazione Philanthropy: infiltrarsi in Daskasan, una regione di confine tra l'Armenia e l'Azerbaijan, per recuperare un politico che può fungere da importante pedina nell'equilibrio dei rapporti militari tra i vari paesi, soprattutto per quanto riguarda l'utilizzo delle gigantesche e pericolosissime macchine da guerra conosciute col nome di Metal Gear. Ad aiutarlo nella sua missione, Snake avrà un ciarliero cecchino della Legione Straniera, Pierre Leclerc (Nicola Cecconi), e un'ex Delta Force dall'oscuro passato, Elizabeth Laeken (Patrizia Liccardi). Missione che si rivelerà più complicata del previsto quando si ritroveranno faccia a faccia coi misteri di cui la regione sembra essere ricca, tra i quali quello della cosiddetta “Nazione nata in una notte” (Overnight Nation).


Mettiamo subito le mani avanti: trattasi di un prodotto amatoriale (gratuitamente scaricabile dal sito ufficiale http://www.mgs-philanthropy.net/), autofinanziato da Talamini con meno di diecimila euro - spesi principalmente in attrezzatura tecnica - e l'apporto, completamente gratuito, di quasi cento persone che hanno lavorato ai vari aspetti del progetto. Progetto nato nel 2002 e che ha subìto vari stop, contrordini, revisioni anche pesanti allo stesso. Non bisogna quindi aspettarsi un film di qualità hollywoodiana. Talamini, che proprio lavorando a MGS ha scoperto la passione per la cinematografia, ha fatto spesso di necessità virtù, imparando sul campo come realizzare al meglio una scena con mezzi tecnici pressoché nulli. Il risultato finale, tuttavia, inquadrato in quest'ottica è sorprendente, e non ha nulla da invidiare a molti film dalle mire più alte ma al contempo realizzati con professionalità e passione molto dubbi. Innanzitutto, l'atmosfera del film è perfettamente aderente a quella del videogioco: infiltrazione, combattimenti, dialoghi seri perfettamente controbilanciati da altri ben più faceti, proprio come ci ha abituati Kojima nel corso degli anni, facendo inoltre ricorso ad una giusta - ma non eccessiva - dose di citazioni e riferimenti all'opera originale. In secondo luogo, per essere un'opera prima di un gruppo di ragazzi italiani senza alcuna esperienza in merito, il film è qualcosa di tecnicamente miracoloso: la regia di Talamini alterna con buon gusto le scene e le inquadrature, aiutato da un montaggio discreto e una grandissima cura per gli effetti speciali, realizzati in gran parte tramite un ottimo processo di post-produzione sulle riprese in blue screen. Nota di grandissimo merito per il comparto sonoro, ricco di ottimi doppiatori, che danno al film una marcia in più con una interpretazione a livelli professionali. Le musiche originali, inoltre, realizzate da Daniel James della Hybrid Two, ricordano quelle originali del videogioco, con qualche richiamo ai lavori di Hanz Zimmer e James Newton Howard.


Non mancano, certo, le pecche. Nonostante sia parecchio godibile, il film risulta essere poco più di un prologo, chiudendosi senza aver spiegato nulla dei misteriosi eventi che si sono succeduti nel corso della sua breve durata (circa un'ora). Essendo idealmente parte di una trilogia, e visto il non facile iter realizzativo, ci chiediamo quando (se?) riusciremo a vedere completato il progetto. Altra spina nel fianco è il livello di recitazione palesemente amatoriale. Se per il comparto tecnico si è potuto fare ricorso ai consigli tecnici di esperti che hanno deciso di prestare volontariamente e gratuitamente il loro apporto, non altrettanto si è potuto fare per quello attoriale, con un cast quasi interamente composto di under 30, ma la cui passione e dedizione al progetto non si vuole mettere in discussione. Quello meno convincente di tutti è lo stesso Talamini, chiaramente molto più a suo agio dietro la macchina da presa che davanti: ma non avendo trovato un altro attore somigliante a Snake e al contempo più maturo e portato alla recitazione, il nostro si è prestato al massimo delle sue potenzialità, restituendo comunque in certi momenti un ottimo feeling col personaggio. MGS: Philanthropy è la dimostrazione che con pochi mezzi, ma grande passione e volontà, si può ancora fare buon cinema. Se Talamini (come effettivamente sembra) volesse continuare su questo irto percorso, siamo certi che, con i giusti finanziamenti, avrebbe grandi possibilità davanti a sé.



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