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Il concerto

06/02/2010 11:00

Marco Etnasi

Recensione Film,

Il concerto

Andrei Filipov (Aleksei Guskov) è stato uno dei migliori direttori d’orchestra durante l’Unione Sovietica di Breznev; ora è semplicemente l’uomo delle pulizie d

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Andrei Filipov (Aleksei Guskov) è stato uno dei migliori direttori d’orchestra durante l’Unione Sovietica di Breznev; ora è semplicemente l’uomo delle pulizie del celeberrimo Bolsoj. Un giorno mentre sta lavando l’ufficio del direttore arriva un fax direttamente dal Theatre du Chatelet di Parigi con l’invito per l’orchestra russa di esibirsi in terra francese. Andrei è subito rapito da una sconsiderata idea: riunire la vecchia orchestra e presentarsi a Parigi al posto dei disegnati. Insieme al suo migliore amico, Sasha (Dmitri Nazarov), riesce a ricontattare tutti gli orchestranti che trenta anni prima sostenevano Andrei in tutti i concerti. Come violino solista il direttore non ha dubbi: vuole la migliore su piazza, Anne Marie Jacquet (Melanie Laurent), giovane talento della musica classica inconsapevolmente legata al passato di Andrei Filipov.


A quattro anni di distanza da Vai e vivrai, torna sul grande schermo Radu Mihaileanu con un film che già prima della sua uscita ha fatto molto parlare di sé come erede naturale di quell’eccezionale Train di Vie che diede al regista di origine rumena visibilità mondiale. Esattamente come il suo predecessore, Il concerto si sviluppa su un piano descrittivo lineare, senza scossoni, alternando ad una pungente e fresca ironia momenti di illuminante drammaticità che alimentano il coinvolgimento e la presa sul pubblico. L'approccio di Mihaileanu può tranquillamente essere scisso in due parti: nella prima ora struttura una commedia divertente che lascia scorgere tracce di ottimo cinema, e che rende estremamente godibile la visione; nella seconda invece traspare la qualità suprema che spazza via quanto di positivo si era visto in precedenze. Un'esplosione emozionale finale che rende l’ultima mezzora un momento molto alto di cinema, aiutata da una colonna sonora composta da Armand Amar, semplice ma eccezionale nel dare ad ogni sequenza una diversa e precisa sfaccettatura. Molto abili Aleksei Guskov e Dmitri Nazarov nell'alternare ilarità e profondità drammaturgica ad una traccia narrativa tutto sommato semplice; e sempre più lanciata Melanie Laurent che, dopo il successo di Bastardi senza gloria, regala un’altra bellissima interpretazione lasciando scorgere un futuro sempre più roseo.


Il concerto è un film in cui la chimica tra gli attori e le grandi emozioni tramutano una lineare trama di base in un crescendo di sensazioni e lo rendono uno dei film evento del 2010.



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