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Mars Attacks!

19/03/2010 12:00

Marco Filipazzi

Recensione Film,

Mars Attacks!

In un era in cui non si sa più dove pescare idee per un film, tra remake, prequel, newquel, serie tv, giocattoli, persino poster, Tim Burton raccoglie dalla ser

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In un era in cui non si sa più dove pescare idee per un film, tra remake, prequel, newquel, serie tv, giocattoli, persino poster, Tim Burton raccoglie dalla serie di figurine Topps Chewing Gum Company del 1962, l'ispirazione per Mars Attacks!, settima opera della sua eccentrica filmografia. Il risultato non dei più entusiasmanti, parecchio lungi dalle vette stilistiche a cui ci aveva abituati con i precedenti Edward Scissorheands e Batman - Returns. Il film galleggia a metà strada tra una commedia nera dove le risate a denti stretti non mancano, e una parodia/omaggio alla fantascienza sboccata degli anni '50 e '60 con cui Burton è cresciuto, dove tutto era permesso per esorcizzare la paura dei sovietici e della Guerra Fredda che incombeva.


La trama è quella di un classico b-movie sui marziani degno dei peggiori drive-in: un pugno di dischi volanti dal design retrò (che sembrano usciti da un film di Ed Wood), circonda la Terra, con grande pericolo dei suoi abitanti. Gli alieni, orribili macrocefali (creati in CGI dall'Industrial Light & Magic di Lucas, dopo aver abbandonato la strada della stop-motion), si muovono seguendo una logica cartoonesca, priva di vere motivazioni: il loro unico scopo è quello di uccidere tutti i terrestri e diventare i nuovi abitanti del loro pianeta. Sullo sfondo dell'invasione si muovono una dozzina di personaggi stereotipati che coprono l'intero ventaglio della società moderna: il guerrafondaio, il pacifista, il nerd, la teenager depressa, un pugile che sta raschiando il fondo della sua carriera, un giornalista senza scrupoli, un giocatore d'azzardo, uno scienziato dal cervello di gallina, una seguace della new age, una nonna che soffre d'Alzheimer. L'occhio di Burton li accarezza tutti, sezionandoli come se fossero cavie da laboratorio, concentrandosi in modo particolare sugli emarginati della società. Un tema caro al cineasta, anche se qui sembra meno sentito del solito.


I toni macabri, il ritmo serrato e la narrazione frammentaria, quasi suddivisa in capitoli, rimanda ad un'ambientazione da fumetto degli anni '50 piuttosto che a un film del 1996, soprattutto se paragonato all'astronave di Indipendence Day di Emmerich, che in quello stesso anno sbarcò e sbancò i botteghini. Il cast è formidabile: Glenn Close, Pierce Brosnan, Sarah Jessica Parker, Tom Jones, Michael J. Fox, Natalie Portman, Pam Grier, Denny DeVito, un irriconoscibile Jack Black, Sylvia Sidney qui al suo ultimo lungometraggio (l'attrice scomparve nel 1999), e Jack Nicholson nel doppio ruolo del presidente degli Stati Uniti James Dale e del viscido milionario Art Land. Tra gag da cartone animato e folgorazioni laser scarnificanti, si alternano momenti memorabili in puro stile Burton (un esempio perfetto ne sono i titoli di testa, in cui i dischi volanti marziani si avvicinano alla terra con in sottofondo la colonna sonora del fedele Danny Elfman) a parti meno convincenti (l'incontro di pugilato tra Jim Brown e l'alieno era davvero necessario?) che rallentano il ritmo della storia impantanandosi nel meccanismo hollywoodiano. Pur essendo un prodotto pregevole, spesso sopra le righe e con una forte critica alla nostra società contemporanea capitanata da inetti eletti da altrettanti incapaci, Mars Attacks! resta, purtroppo, un film non del tutto riuscito nonostante le premesse. Qualcosa di ideale da vedere a cuor leggero, senza particolari pretese, non impegnativo ma godibilissimo.



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