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Ratatouille

23/03/2010 12:00

Danilo Cristaldi

Recensione Film, Pixar,

Ratatouille

In Ratatouille l’unione tra immagine e comicità consolida un’armonia che era già stata affermata con Toy story, A bug’s

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Dal 1995 la Pixar Animation Studios ci ha abituati ad uno stile ben differente da quello che aveva caratterizzato la produzione Disney degli anni precedenti; con l’unione delle due case di produzione è venuta a crearsi una fusione perfetta che mira al mantenimento della tenuta classica dei cartoni animati Disney “vecchio stampo” con l’aggiunta dell’effervescenza della Pixar. Dialoghi brillanti, personaggi coloriti, ambientazioni suggestive, musiche trascinanti e una grafica stupefacente. È la ricetta perfetta che la famosa casa di produzione americana (nata inizialmente come una divisione della “ LucasFilm” di George Lucas) utilizza da anni per affascinare i più piccoli, e adesso anche i grandi.


In Ratatouille (nome di una famosa ricetta di cucina, ovvero l’insalata di verdure), l’unione tra immagine e comicità consolida un’armonia che era già stata affermata con Toy story, A bug’s life, Monsters & Co.. Dall’esilarante sceneggiatura di Brad Bird, che è anche il regista, scritta insieme a Jan Pinkava, la Pixar ne ha ricavato un memorabile film di animazione che punta più degli altri sulla riflessione; forse proprio per questo piace di più agli adulti che ai bambini. Nel mostrare la figura del vecchio critico culinario Anton Ego, bisogna ammettere che l’etica di questo film va al di là dei semplici messaggi morali dei comuni film di animazione. È una “favola” di magica eleganza, di una leggerezza fluida e svagata, di un umorismo sottile e intelligente, sempre divertente e coinvolgente, con una Parigi disegnata da un’eccellente grafica digitale. Qui, a differenza degli altri cartoni della Disney, la grafica degli umani (fattore che in precedenza aveva un po’ penalizzato i film di animazione Disney-Pixar) è più attendibile, più realistica; anche l’apparato psicologico sembra più definito, sempre attento ad evitare schematismi sentimentalisti, e proprio per questo più sincero ed efficace.


A chi lo considera un semplice film per ragazzi gli si potrebbe citare la scena in cui Ego, critico severissimo e rigido nella sua fermezza di carattere, assaggiando la ratatouille, sfocia in un dolce ricordo infantile in cui la madre lo coccola nella sua cucina: un momento di grande cinema, che suscita anche rimembranze letterarie se si pensa a Proust e alle evocative descrizioni di Alla ricerca del tempo perduto. È, insieme a Wall-E, il film che nella classifica Pixar occupa sicuramente uno dei primi posti, e non è facile.



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