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Little Miss Sunshine

23/03/2010 12:00

Emidio De Berardinis

Recensione Film,

Little Miss Sunshine

Il viaggio verso la bellezza di una classica suburban family

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La piccola Olive (Abigail Breslin) è stata scelta per il concorso di “Piccola miss California” e la sua stramba famiglia decide di accompagnarla in un viaggio di imprevisti e disavventure. Nel furgone Wolkswagen conosceremo papà Richard (Greg Kinnear), imbonitore fallito che vende una stramba filosofia come segreto per il successo, l'ansiosa Sheryl (Toni Collette), lo zio Frank (Steve Carell), il “più grande” studioso di Proust d'America, salvato in extremis da un suicidio dopo che il suo studente l'ha tradito con un altro professore, l'adolescente Dwayne (Paul Dano) amante di Nietsche, che ha smesso di parlare da nove mesi, e il nonno Edwin (Alan Arkin), tossicodipendente cacciato dalla casa di riposo perché scoperto a sniffare eroina. Una strada ricca di divertenti sorprese attende i bizzarri Hoover.


La famiglia Hoover è la classica suburban family, tema caro a un’America che ha raccontato nel e con il cinema la propria storia e i propri valori, in particolare attraverso le trasformazioni che avvenivano all’interno dei rapporti familiari. I ruoli, ora confusi, difficili e ibridi, dei vari membri del nucleo sono enunciati attraverso topos riconoscibili e venati di una comicità satirica. Con la messa in mostra della famiglia si riconsiderano argomenti d’attualità e ci si guarda allo specchio, permettendo allo spettatore una riflessione, divertente, sulla quotidianità. Tuttavia Little Miss Sunshine ha un ritmo e una narrazione piacevole, velata di una magia particolare, che al dolce e all’amaro mescola anche un pizzico di leggerezza ed emozione. Jonathan Dayton e Valerie Faris mettono in mostra la soffice consistenza dei sentimenti, le sottili dinamiche familiari, la bellezza delle piccole cose. Ottima anche l'abilità degli attori a muovere le particolarità e le caratteristiche dei propri personaggi, dalla piccola Abigail Breslin che interpreta il rapporto dei piccoli con la tv e lo spettacolo, al padre, che inscena il fallimento della figura del breadwinner, alla homemaker ansiosa e comprensiva, allo zio nichilista, al figlio adolescente, al nonno tossicodipendente. Sono personaggi riconoscibili eppure messi in scena in modo brillante e divertente. Una nota di merito va soprattutto alla colonna sonora che trasporta il pulmino e la sua storia come una piuma al vento.


Il viaggio, altra tematica cara al cinema hollywoodiano, è un pretesto per sviluppare le dinamiche familiari fuori dall'ordinario e permette ai membri della famiglia di conoscersi davvero, di maturare e ritrovare i sentimenti che li unisce. Little Miss Sunshine è una commedia divertente, dotata di una polvere magica che permette alla pellicola un timido, ma efficace, volo.


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