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Il Piano di Maggie - A cosa servono gli uomini

16/06/2016 11:00

Riccardo Tanco

Recensione Film,

Il Piano di Maggie - A cosa servono gli uomini

Maggie (Greta Gerwig) è una giovane professoressa universitaria di New York, che pur essendo single desidera avere un bambino...

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Maggie (Greta Gerwig) è una giovane professoressa universitaria di New York, che pur essendo single desidera avere un bambino. Decisa ad utilizzare la fecondazione assistita, la sua vita si complica quando Maggie si incontra e si innamora di John (Ethan Hawke) affascinante professore e scrittore e sposato però con Georgette (Julianne Moore). Qualche anno più tardi, Maggie e John si sposano, ma il rapporto tra i due si incrina per via dell'affetto che l'uomo prova ancora per l'ex moglie.


Presentato in anteprima al Toronto Film Festival nel 2015 e tratto dal romanzo d'esordio scritto da Karen Rinaldi, The End of Men (edito in Italia con il titolo A cosa servono gli uomini), Il piano di Maggie è il quinto film della regista Rebecca Miller, 7 anni dopo l'ultimo La vita segreta della Signora Lee. Sin dalle prime battute, Il piano di Maggie avanza sui binari sicuri della commedia romantica convenzionale, implementandola coi toni agrodolci del dramedy da cinema americano indipendente. Infatti la Miller guarda forse troppo da vicino sia nella messa in scena che nella scrittura all'ormai superato modello Sundance, dove scrittura e sviluppo dei personaggi viaggiano lisci verso il traguardo ma con modalità sempre più conosciute e poco sorprendenti. Simbolo di questo film che esplicita il già visto provando a coprirlo con ingenuità e simpatia d'intenti, è la figura dell'attrice Greta Gerwig, divenuta maschera di un certo tipo di cinema ma chiusa dallo stesso tipo personaggio un po' buffo e un po' nevrotico da ormai troppi film. Si guarda anche alto quando la Miller pone meno gli occhi sul destino del film e più sull'ambientazione newyorchese e si avvertono suggestioni Alleniane (tentate ma poco riuscite anche nei dialoghi), ma il riferimento principe per Il piano di Maggie sembra essere la commedia firmata Nora Eprhon, dove i toni educati e innocui la fanno da padrone. É si è davanti proprio alla classica commedia garbata un po' fuori tempo massimo, nonostante un contesto che cerca più volte l'appiglio al contemporaneo e la risata colta e meno diretta. Ma se tutto è al posto giusto, viene sempre a mancare una certa verità emotiva e troppo artificio nei personaggi rappresentati da un cast di nomi importanti, che purtroppo non sono altro che pedine di classe per l'ennesima commedietta degli equivoci che non dice molto altro di nuovo o vagamente illuminante sugli imprevisti di coppia, imprevedibilità dell'amore nei rapporti umani e sul contrasto tra i sessi. 



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