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La storia infinita 2

19/07/2016 11:00

Martina Calcabrini

Recensione Film, storia infinita,

La storia infinita 2

George Miller prosegue la storia infinita...

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A sei anni di distanza dal primo adattamento cinematografico del romanzo La storia Infinita di Michael Ende, scritto nel lontano 1979, la Dieter Geissler Production si accaparra i diritti per portare sul grande schermo la seconda parte del libro. Affida dunque la sceneggiatura all’esordiente Karin Howard e la regia a George Miller (autore di The Aviator), per rendere La Storia Infinita 2 un prodotto fedele al suo intento letterario ma, nello stesso tempo, innovativo e fantasioso.


Bastian (Jonathan Brandis) è diventato un ragazzo maturo e frequenta il liceo con ottimi voti. Ma quando tenta di entrare a far parte della squadra di pallanuoto, viene escluso perché non riesce a buttarsi dal trampolino. Ritenuto dai compagni un codardo, si reca dal Signor Coriandoli (Thomas Hill) in cerca di un libro che possa aiutarlo a superare la fobia del vuoto. Dentro il negozio di antiquario, però, Bastian sente la voce dell’Imperatrice Bambina (Alexandra Johnes) che chiede il suo aiuto. Torna dunque a Fantasia dove ritrova i suoi amici Atreyu (Kenny Morrison) e Falcor, impegnati a combattere contro il Nulla. Insieme, i giovani eroi dovranno recarsi al castello delle Cinque Dita dove la perfida Regina Xayide (Clarissa Burt) ha escogitato un piano diabolico per tenere prigioniera nella Torre d’Avorio l’Infanta Imperatrice. Nonostante la forte amicizia che li lega, però, Bastian comincia a dubitare della lealtà di Atreyu e, incoraggiato dall’uccello Rapidino (Martin Umbach), utilizza il potere dell’Auryn per esprimere i suoi desideri, non sapendo, però, che, parallelamente, sta perdendo tutti i suoi ricordi più importanti...


Partendo dal presupposto che la fantasia è la dote primaria di tutti bambini, lo scrittore Michael Ende crea una favola che sprona i suoi lettori a non dimenticare mai la forza dei sogni e dei desideri. Il suo protagonista, dunque, è un giovane ragazzo insicuro che desidera con tutto se stesso sentirsi essenziale per la salvezza di qualcuno. Nasce così il mondo di Fantàsia in cui giganti malefici, Draghi della Fortuna e creature mutaforma combattono ogni giorno per mantenere o destabilizzare l’equilibrio raggiunto. Giocando con la tecnica del metacinema, anche George Miller fa in modo che lo spettatore provi empatia per la vicenda dei suoi protagonisti, si appassioni alla loro storia e si senta parte integrante della loro missione. Nonostante le buone intenzioni, però, La storia infinita 2 si rivela ben presto un capitolo diverso dall’originale: inferiore, fiacco, spesso monotono. Non bastano infatti i toni cupi, la fotografia fredda e le diaboliche affabulazioni della Regina Xayide per nascondere i castelli di cartapesta attorno a cui ruota la nuova (dis)avventura di Bastian. La sfera bergsoniana del tempo soggettivo, infatti, si infrange nel momento stesso in cui il pubblico si accorge dell’illusione scenica cui è stato sottoposto.



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