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Skiptrace - Missione Hong Kong

20/07/2016 11:00

Roberto Semprebene

Recensione Film,

Skiptrace - Missione Hong Kong

Benny (Jacky Chan) è un poliziotto di Hong Kong che ha visto morire il suo collega: da allora si è preso cura di sua figlia Samantha, facendo del compito di arr

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Benny (Jacky Chan) è un poliziotto di Hong Kong che ha visto morire il suo collega: da allora si è preso cura di sua figlia Samantha, facendo del compito di arrestare il boss della malavita Victor Wong la propria missione. Cresciuta, Samantha cerca di aiutare Benny ma si mette nei guai coinvolgendo il giocatore d'azzardo americano Connor Watts (Johnny Knoxville). Benny per salvare Samantha deve riportare a Hong Kong Connor, finito in Siberia, “ospite” della mafia russa. Nel corso della convivenza forzata fra i due, Benny capisce che Connor può aiutarlo a raggiungere finalmente Victor Wong per consegnarlo alla giustizia.


Skiptrace - Missione Hong Kong è un film diretto da Renny Harlin, prodotto e interpretato da Jackie Chan, che divide lo schermo con Johnny Knoxville. Sulla scia di film di appeal enormemente superiore, come Rush Hour, Skiptrace propone la classica improbabile coppia composta dal personaggio orientale e quello occidentale, profondamente diversi ma perfettamente combinati per raggiungere un comune obiettivo. A questa formula si aggiunge un viaggio attraverso la Cina che sembra ricalcato da un itinerario turistico: se da una parte questo invoglia effettivamente a vedere il paese orientale e le sue meraviglie, dall’altro predispone sviluppi narrativi a volte insensati e troppo artificiosi. Gli action di Jackie Chan hanno sempre avuto una componente di scherzosa allegria e una violenza trasformata in spettacolo circense, ma in questo caso “serio” e “faceto” sono troppo smaccatamente accostati con effetti di irrealtà che anziché divertire infastidiscono. Skiptrace è un film dagli intenti espliciti: recuperare una certa cinematografia action anni ’90, propria delle produzioni di Hong Kong, e calarla nel solco della nuova collaborazione fra Stati Uniti e Cina in ambito cinematografico. ma il risultato di questa operazione fallisce nel costruire un film degno di nota. Skiptrace è per larghi tratti scontato nella trama, ma al contempo capace di twist narrativi discutibili. Stilisticamente è un guazzabuglio di citazioni da film action di varia natura, dal già citato Rush Hour a RED, ma incapace di trovare una propria dimensione reale e costruito in modo faticoso tanto nei raccordi che nelle scene. Il film denuncia un’ingenuità ingiustificabile a fronte dell’evidente importanza del budget stanziato. Realizzare un film che sia in grado di soddisfare i gusti di spettatori orientali e occidentali è un’impresa che si può compiere – altri l’hanno già dimostrato - ma nella quale Skiptrace fallisce senza appello.



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