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Io prima di te

25/08/2016 11:00

Samantha Ruboni

Recensione Film,

Io prima di te

Lou (Emilia Clarke) è una ragazza allegra e spensierata che vive in una cittadina della campagna inglese e lavora in un bar frequentato da simpatiche vecchiette

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Lou (Emilia Clarke) è una ragazza allegra e spensierata che vive in una cittadina della campagna inglese e lavora in un bar frequentato da simpatiche vecchiette. Quando, però, il locale va in fallimento deve trovare un lavoro per poter aiutare la sua famiglia, in grave crisi economica. Scopre che i Traynor, una facoltosa famiglia che abita nel castello che domina la città, stanno cercando un'infermiera per il figlio Will (Sam Claflin), destinato alla sedia a rotelle dopo un incidente. All'inizio il rapporto tra i due sembra molto difficile, ma poi si scoprirà che uno non può far a meno dell'altra.


Esordio alla macchina da presa della regista teatrale Thea Sharrock, Io prima di te, tratto dal romanzo di Jojo Moyes, è la storia dell'incontro e dell'amore tra Lou e Will. La differenza tra i due sarà anche la forza che li farà unire: il ragazzo, all'inizio burbero, si lascerà andare alla simpatia di Lou; lei, allo stesso modo, verrà completamente cambiata da una nuova visione del mondo. Ma Io prima di te non è solo una storia d'amore. Il film regala un ottimo spunto per parlare di una delle tematiche più calde e importanti degli ultimi anni: l'eutanasia. E, mentre si riflette su come purtroppo l'amore a volte non basti, per i più romantici il finale strappalacrime è assicurato.


Dimenticate la Khaleesi di Game of Thrones, Emilia Clarke lascia i panni della Mother of Dragons, per un ruolo completamente diverso da quello cui siamo abituati. Impacciata e ingenua, nei primi minuti del film è perfino strano vederla così ma finisce per convincere con la sua interpretazione tutta colorata; anche se una dose minore di smorfie avrebbero aiutato il personaggio. Sam Claflin (Hunger Games) dà una convincente interpretazione del tetraplegico Will, e sopratutto dei suoi cambiamenti umorali. La regia della Sharrock risulta molto british ed elegante, mentre è la stessa autrice del romanzo originale, Jojo Moyes, ad occuparsi della sceneggiatura: una veloce e lieta visione per il grande schermo.



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