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Top gun

02/10/2016 11:00

Martina Calcabrini

Recensione Film,

Top gun

Tony Scott dirige un giovanissimo Tom Cruise in un film destinato a diventare un cult

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È il 1986 quando il regista Tony Scott – al suo secondo lavoro dopo Miriam si sveglia a mezzanotte – firma Top Gun, irriverente action movie ispirato all’omonimo articolo scritto da Ehud Yonay per California Magazine. Il pezzo, che riguardava il duro addestramento militare dei piloti da caccia della Miramar Naval Air Station di San Diego, mostrava le qualità fisiche e morali degli allievi. Interessato dunque a confezionare un prodotto capace di esaltare i valori patriottici di un’America reaganiana in stato di grazia, Scott sceglie Jack Epps Jr. e Jim Cash (entrambi autori di Pericolosamente insieme) per la sceneggiatura di una moderna epopea.


3 Marzo 1969, California. Pete “Maverick” Mitchell (Tom Cruise) e Nick “Goose” Bradshaw (Anthony Edwards) sono due intraprendenti piloti statunitensi che vengono ammessi alla facoltosa scuola Top Gun, di cui fanno parte soltanto i migliori della marina americana. Gli allievi sono costretti a seguire delle regole molto rigide e restrittive e ad attenersi a piani di battaglia prestabiliti. Maverick, però, vola in modo istintivo e imprevedibile, rischiando di compromettere le missioni della sua squadra ma attirando l'attenzione dell'istruttrice Charlie (Kelly McGillis), che si innamora follemente di lui. Durante un combattimento aereo, però, Goose perde la vita e Maverick cade in uno stato depressivo molto forte che lo porterà a mettere in discussione i suoi valori e il senso della vita.


I piloti della Fighter Weapons School, meglio conosciuta come Top Gun, vengono sottoposti a un costante allenamento mentale che li prepara ad affrontare sfide difficili e pericolose. Le tecniche di combattimento aereo, infatti, prevedono una profonda conoscenza dell’arte della guerra ma anche la capacità di prevedere le mosse nemiche, proprio come se si dovesse disputare una pacifica partita di scacchi. Per questo motivo, i piloti devono possedere sangue freddo per agire velocemente, avere una buona capacità di lavorare in gruppo per conseguire l’obiettivo con il minor numero di perdite umane e ostentare un’astuzia arguta e sottile per sorprendere il nemico e vincere la battaglia. I loro aerei raggiungono velocità estreme, realizzano coreografiche piroette aeree al ritmo delle note dei Berlin e sovvertono qualsiasi canone di combattimento prestabilito. In una scuola militare così rigida, dunque, non c’è posto per la libertà di pensiero e di azione, motivo per cui il protagonista risulta non soltanto il rivale di tutti gli altri allievi, ma si configura piuttosto come la nemesi di se stesso. Incapace di attenersi alle regole, Maverick segue l’istinto e rispetta soltanto i propri valori, mascherando la propria fragilità di uomo comune dietro alla facciata di eroe strafottente e arrogante. Delineandosi ben presto come un vero e proprio cult movie, Top Gun viene considerato non soltanto un manuale di patriottismo buonista, ma anche come un vero e proprio inno all’amicizia e alla famiglia.



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