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Hell or High Water

13/02/2017 12:00

Maurizio Encari

Recensione Film,

Hell or High Water

Hell or High Water, non è un Paese per debiti

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Texas, giorno d'oggi. Toby e il fratello maggiore Tanner, appena uscito di prigione, rapinano piccole somme di denaro in banche di provincia per pagare l'ipoteca del ranch materno: hanno infatti solo una settimana di tempo per evitare che la banca espropri la loro proprietà. Sulle tracce dei due criminali vengono mandati un anziano ranger, prossimo alla pensione, e il suo collega mezzo-sangue.


Candidato a quattro premi Oscar (Miglior film, Attore non protagonista, Sceneggiatura originale e Montaggio), Hell or High Water è stato ricoperto di lodi dalla critica americana che lo ha già consacrato come uno dei migliori film dell'anno. Dispiace essere parzialmente in disaccordo, perché il nono lavoro dell'esperto regista David Mackenzie rimane un prodotto solido e robusto capace di reggersi egregiamente sulle proprie gambe; ma la verità è che i cento minuti di visione non raccontano nulla di realmente nuovo e percorrono i binari classici del western moderno ambientato nella provincia americana. L'ambientazione texana, con vecchi rancheri che si credono ancora coraggiosi cowboy e uno stile di vita che sembra fuori dal tempo, funziona assai bene al contesto, così come la colonna sonora country-rock che è una presenza costante nei momenti di attesa o in alcune delle scene madri. Lo stesso filtraggio politico-sociale di tematiche contemporanee, con un'acuta critica al sistema bancario che lucra sulle vite della povera gente, ha una certa efficacia nel cesellare i numerosi dialoghi ad effetto con un mix di ironia e amarezza. Il vero problema dell'operazione è che non mette mai in mostra un respiro epico e cinematografico che ben si sarebbe adattato alla vicenda, guardando per tempi e stile più a una messa in scena da piccolo schermo, con tutti i pregi e difetti che questa impostazione comporta. Manca insomma quella necessaria carica viscerale e l'impatto empatico è solo sfiorato ma mai pienamente raggiunto, tanto che pure in alcune scene madri l'intensità emotiva viene smorzata sul nascere, confinando così anche le buone interpretazioni del trio di protagonisti (Jeff Bridges, l'anziano sceriffo, Chris Pine e Ben Foster i due fratelli rapinatori) in un mero esercizio di istrionico mestiere. Hell or High Water ha il classico aspetto da compitino preparato con cura e dovere, godibile e accattivante nel complesso ma privo di grinta e animosa personalità.



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