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Lasciami Per Sempre

19/04/2017 11:00

Andrea Desideri

Recensione Film,

Lasciami Per Sempre

Una commedia che ridefinisce il concetto di famiglia

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Viola (Barbara Bobulova) vive un amore turbolento e passionale con Davide (Vanni Bramati), marinaio del sud, da cui nasce Lorenzo (Andrea Belisario). La loro storia termina e, a distanza di dieci anni, Viola trova nuovamente l’amore tra le braccia del musicista Nikos (Max Gazzè). Ma in in occasione del ventesimo compleanno di suo figlio Lorenzo, viene organizzata una festa che sarà terreno di incontri e scontri, tra presente e passato.


Dieci anni dopo aver diretto Tutte le donne della mia vita, Simona Izzo torna alla regia con una commedia che parla di sentimenti e rapporti interpersonali. Il concetto di nucleo familiare viene stravolto e strapazzato, in adeguamento ai tempi che cambiano. È sul tema della famiglia allargata che Simona Izzo prova a lavorare, portando molto della sua esperienza personale (come lei stessa ha ammesso in conferenza stampa) e facendo emergere una trama che viene trainata dai diversi caratteri e dalle personalità dei protagonisti. Lasciami per sempre è una commedia corale che indaga l’evoluzione sentimentale e caratteriale dei rapporti tra parenti, acquisiti e consanguinei. Quella rappresentata da Simona Izzo è l'antitesi della famiglia perfetta. Ma, come si ribadisce più volte nel film, «Meglio avere una famiglia imperfetta, piuttosto che non averne nessuna».


La trama parte da un evento apparentemente rassicurante: il compleanno di Lorenzo, 20 anni. Una festa che dovrebbe ricongiungere e che, invece, divide. Sgretola, frantuma certezze e legami per ritrovare equilibrio nella precarietà della vita. L’intento di Simona Izzo, con questo film, è quello di raccontare - in modo irriverente - un tema sdoganato e inflazionato come quello dell’unione familiare. E prova a farlo con un pizzico di modernità, inducendo la nemesi di “Famiglia del Mulino Bianco” per restituire una sferzata e un pizzico di crudezza cinica negli occhi di chi guarda. A prevalere, tuttavia, sono i troppi contenuti: posti male e sviluppati peggio. Una frenesia e frammentazione scenica che danno adito a un mix letale. Troppe, e troppo insistenti, le scene di nudo e di sesso, annacquate solo da sentimentalismi che finiscono per spegnere la sceneggiatura, già scarna di per sé. E la comicità proposta non è all’altezza: troppo prevedibile per strappare qualche risata. Anche il cast si muove fra alti e bassi. Ammirabile il tentativo di riportare Max Gazzè sulle scene: se il musicista aveva ben impressionato in Basilicata Coast to Coast, qui esce ridimensionato. Come attore, non in quanto musicista. Infatti, a essere davvero apprezzabile in questo prodotto è, forse, la colonna sonora. Peccato che la raffinatezza arrivi soltanto sui titoli di coda.



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