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Sette minuti dopo la Mezzanotte

16/05/2017 11:00

Riccardo Bassetti

Recensione Film,

Sette minuti dopo la Mezzanotte

Il nuovo mostro di Bayona

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Dodicenne fragile e introverso, Conor (Lewis MacDougall) evoca un'enorme creatura lignea per sfuggire alla realtà di una madre malata (Felicity Jones), di una nonna severa (Sigourney Weaver) e di un padre lontano (Toby Kebbell). Ogni notte, sette minuti dopo mezzanotte, il mostro s'impadronisce della veglia di Conor per narrare tre storie dai forti connotati simbolici e risvegliare il ragazzo dal torpore emotivo in cui è precipitato. La quarta storia starà a Conor raccontarla.


Uniti dal filo rosso degli affetti familiari, i film di J.A. Bayona non temono alcun argomento: dal mistero gotico di The orphanage al disastro ambientale di The impossible, fino al dramma fantastico di Sette minuti dopo la Mezzanotte. Tratto dal premiato romanzo Monster calls di Patrick Ness, alla sceneggiatura in questo film, l'ultimo lavoro di Bayona si presenta come un film insolito, innovativo nel modo di affrontare temi e situazioni già ampiamente esplorati dal cinema contemporaneo: come il tema della malattia, della perdita o del rapporto bambino-mostro (basti pensare ai recenti Il GGG - Il Grande Gigante Gentile di Steven Spielberg o Nel paese delle creature selvagge di Spike Jonze). Felice fusione di generi drammatico e fantastico, talento iberico e grandeur anglosassone, Sette minuti dopo la Mezzanotte oltrepassa i limiti imposti dal genere per narrare una storia comune a ogni essere umano: il passaggio dal mondo delle fiabe alla dura realtà di bulli e malattie, dall'universo dell'infanzia a quello dell'età adulta. Ma farlo alla maniera di Bayona significa intrecciare i fili di realtà e fantasia, CGI e animazione, creando un effetto narrativo singolare ma efficace.


Quasi un secolo dopo il “cinema dei mostri”, che turbò il pubblico degli anni Trenta, il cinema contemporaneo sembra aver maturato un nuovo rapporto con la creatura mostruosa: lontano dalle minacce alla società moderna di King Kong e Frankenstein, i nuovi mostri sembrano possedere l'enigmaticità del fauno di Guillermo Del Toro, il fascino delle creature di Tim Burton, l'umanità degli alieni di Steven Spielberg e la saggezza di quelli di Peter Jackson. J.A. Bayona dà vita a una creatura complicata e tormentata come l'essere umano di cui si fa manifestazione, ma anche allegorica del malato rapporto di forza tra uomo e natura, che ha assunto in tempi recenti connotazioni sempre più catastrofiche. Intervallata da frammenti animati curati della Glassworks Barcellona, con un modus che ricorda l'interferenza colorata del racconto di O-Ren Ishii in Kill Bill Vol.1 della I.G. Production, la narrazione è caratterizzata da un forte legame al mondo dell'infanzia e della fantasia, pur non rinunciando mai davvero la traccia drammatica che la attraversa. Sette minuti dopo la Mezzanotte è un film che traghetta lo spettatore ai tempi in cui combatteva battaglie immaginarie tra le quattro mura della cameretta, offrendo uno sguardo privilegiato sul bambino e su quelle responsabilità che nel buio della notte diventavano mostri.



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