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Due uomini, quattro donne e una mucca depressa

03/06/2017 11:00

Andrea Desideri

Recensione Film,

Due uomini, quattro donne e una mucca depressa

Una commedia corale in cui la musica è protagonista

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Edoardo Leri (Miki Manojlovic), compositore stressato in crisi creativa, convive con ansie che gli provocano mancanza d’ispirazione e scatti d’ira ingiustificati. Rimasto solo, dopo essersi separato dalla moglie, riesce ad avere un rapporto civile soltanto con sua figlia che vede poco. Stanco di questa apatia e rassegnazione, decide forzatamente di prendersi un periodo di pausa andando a trovare il suo migliore amico. Emilio, ex marito di sua cugina, lo attende in Spagna dove oramai si è rifatto una vita e canta nel coro di un piccolo paesino, in mezzo a quattro donne molto particolari. Questo esilio forzato porterà Edoardo a concepire la musica non solo come passione e lavoro, ma anche come una bellissima occasione da cui ripartire.


Due uomini, quattro donne e una mucca depressa è una commedia semplice, senza tanti fronzoli. A partire dal titolo, sincero, che presenta immediatamente gli interpreti principali. La regista Anna Di Francisca — allieva di Gianni Amelio — propone una storia dalle molteplici sfumature, fatta di intrighi, segreti e verità nascoste. E lo fa con ironia e spensieratezza, due cifre che uniscono il cinema di Italia e Spagna, le due nazioni fra cui si ambienta il film. Due culture differenti che si completano, ritrovandosi più simili del previsto. Il risultato è un film coinvolgente quanto Il ciclone di Leonardo Pieraccioni, anche se dotato di più sentimenti e meno risate. Sebbene non si ride continuamente, le emozioni non mancano: si passa dall’ilarità alla riflessione in maniera graduale e pacata, dando spazio a un climax di stati d’animo che collimano con una consapevolezza finale quasi rassicurante.


La musica non è semplice ornamento nell’intelaiatura della trama, ma si fa personaggio — quasi entità tangibile — che smarrisce e fa ritrovare la parabola etica e morale di ogni carattere. Un accompagnamento totale che non è mai invasivo, pur essendo onnipresente; la forma di terapia più semplice ed efficace, in grado di rinfrancare i cuori e riappacificare le coscienze. Due uomini, quattro donne e una mucca depressa è un progetto partito con qualche difficoltà produttiva, ma nonostante ciò assistiamo a un lavoro credibile, ampio e quasi mai difettoso. Un road movie, vestito da commedia sentimentale, che esalta le diversità culturali in campo. Gli attori italiani sono pedine fondamentali che si districano bene in mezzo alla quantità di nomi spagnoli: Neri Marcorè riesce a ritrovare la sua abituale cifra stilistica di attore preparato e poco invadente; Manuela Mandracchia restituisce in maniera credibile l’amore omosessuale, anche grazie ad Ana Caterina Morariu; Serena Grandi incarna la passione che non affievolisce con l’età. Due uomini, quattro donne e una mucca depressa vuol essere anche uno sguardo tenero e sarcastico sull’universo femminile, desideroso di cambiamenti e di solarità.


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