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Jusqu'à la garde

10/09/2017 11:00

Roberto Semprebene

Recensione Film,

Jusqu'à la garde

Xavier Legrand racconta la quotidianità, in una situazione lontana dall'ideale

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Un'assistente chiama la giudice deputato per decidere sull'affidamento del piccolo Julien (Thomas Gioria), mentre i genitori la attendono per dare inizio all'udienza finale. Così si apre Jusqu'à la Garde, il film di Xavier Legrand che, insieme a Hannah di Andrea Pallaoro, chiude la selezione di film in concorso.


Léa Drucker e Denis Ménochet interpretano i due genitori che si contendono la custodia del bambino. A onor del vero, le premesse del film lasciano poco spazio ai dubbi - pur legittimi - che il magistrato potrebbe avere: tra gli incartamenti a lei forniti spicca una testimonianza dello stesso Julien, che non sembra proprio voler avere a che fare con il padre, arrivando a definirlo con un generico “quello”. Ma, in attesa che la giudice decida, al papà spetta ancora un weekend su due con il figlio: e ha tutta l'intenzione di esercitare questo diritto.


Il film si sviluppa in modo piuttosto lineare: ad avvincere non è certo la volontà di scoprire chi abbia ragione, quanto piuttosto quella di capire come si evolverà il rapporto fra un padre frustrato e manesco e una famiglia che sta cercando di difendersi da lui come può; a volte, limitando le proprie azioni nel timore delle reazioni di lui. Per quanto entrambi gli interpreti adulti svolgano un ottimo lavoro nel rendere credibili i propri personaggi, è in particolare la qualità della recitazione del piccolo protagonista a convincere e rendere partecipi: Thomas Gioria è bravissimo nel trasmettere i sentimenti che Julien è costretto a provare; così come il difficile rapporto fra i genitori e fra lui e il padre, che lo pongono in uno stato di continuo stress emotivo e paura, per sé e per sua madre.


La regia di Xavier Legrand è efficace tanto nel raccontare la quotidianità di una situazione lontana dall'ideale, quanto nel costruire e mantenere alta la tensione dal momento in cui le cose, inevitabilmente, degenerano fino al punto di non ritorno. I drammi e le violenze familiari sono purtroppo all’ordine del giorno: raccontarli con la giusta sensibilità, come fa Jusqu'à la Garde, serve a tenere alta l’attenzione sul fenomeno e fare informazione.



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