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Monster Family

16/01/2018 12:00

Emanuela Di Matteo

Recensione Film,

Monster Family

Una ordinaria famiglia di mostri

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Emma è una madre in crisi: con i suoi consigli e il suo spirito di iniziativa si fa carico dell'intera famiglia Wishbone. Il marito Frank è totalmente inesistente e passivo, annichilito dal troppo lavoro e incapace di ritagliarsi un ruolo autorevole; si contraddistingue per sguardo ebete e frequenti flatulenze. La figlia adolescente Fay fa il suo lavoro: odia i genitori e se stessa, trova imbarazzante la madre e picchia il fratello Max. Max, a sua volta, viene picchiato dai bulli perchè troppo intelligente e quindi diverso dal branco. In questo contesto familiare, tutt'altro che idilliaco, arriva un affascinante vampiro single che decide di conquistare Emma, corteggiandola con week end romantici e dichiarazioni davanti a un caminetto acceso.


In Monster Family una trama poco comprensibile per un pubblico infantile incontra un senso dell'umorismo di bassa lega, privo di ironia e originalità, adatto forse ai piccolissimi (ma poi perchè tutto ciò che sembra facile deve essere considerato per i più piccoli? Non meritano cose migliori?). Il film non si smentisce neanche nello scontatissimo e prevedibile epilogo: le famiglie perfette non esistono, ma... l'amore vince ogni cosa. L'animazione è visivamente molto piacevole e accattivante e i personaggi sono gli stessi già visti e conosciuti - solo un po' mixati - di Hotel Transylvania. Ma mentre nel riuscitissimo film di Genndy Tartakovsky, i mostri più spaventosi del repertorio infantile si ritrovavano alle prese con dinamiche familiari, con risultati inaspettati e ironici, qui ci annoia soltanto.


Tratto da un romanzo di successo tradotto in diciotto lingue, La mia Famiglia e altri Orrori di David Safier, il film racconta gli avvenimenti in modo concitato e attraverso frequenti inversioni di ruolo (buoni che diventano cattivi e viceversa). Anche qui fanno la loro apparizione immancabili animaletti buffi e teneri, in questo caso tre pipistrellini pasticcioni. Non mancano nemmeno le solite solfe pedagogiche contro il bullismo, l'invito ad accettarsi per come si è e non per come ci giudicano gli altri (…), l'importanza dei legami familiari, sempre e comunque. D'altra parte il regista tedesco Holger Tappe ci aveva già abituati con Impy e il mistero dell'isola magica e Animals United 3D a storie, ben animate e rocambolesche che però non deragliano mai dai binari dello scontato. Il personaggio del conte Dracula, vanesio vampiro in cerca dell'anima gemella, potrebbe ricordare Amore al Primo Morso, il film del 1979 che sdrammatizzava e modernizzava il principe delle tenebre facendone un fanatico dell'abbronzatura; ma ogni paragone sarebbe troppo lusinghiero. Purtroppo mentre il doppiaggio di Dracula da parte di Max Gazzè risulta perfetto e credibile, quello di Emma da parte di Carmen Consoli lascia più che qualche perplessità. I due cantautori sono anche autori e interpreti del brano Monster Family, compreso nella colonna sonora del film.



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