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Le donne della mia vita

06/10/2017 11:00

Samantha Ruboni

Recensione Film,

Le donne della mia vita

Mike Mills ci porta all'interno di un mondo affascinante e profondo, in una grande casa

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Presentato in anteprima al 22esimo Milano Film Festival, fuori concorso come evento speciale, e candidato all'Oscar per la sceneggiatura, 20th Century Woman è la storia di Dorothea (Annette Bening), donna forte e indipendente, che vive con il figlio Jamie (Lucas Jades Zumann), avuto da una precedente relazione. Abitano in una grande casa in piena fase di ristrutturazione insieme a due coinquilini: Abbie (Greta Gerwing), punk e femminista, e William (Billy Crudup), hippie ossessionato di cose rigorosamente naturali e fatte in casa. Nella casa s'intrufola anche Julie (Elle Fanning), amica d'infanzia di Jamie, della quale è segretamente innamorato. Sono queste le donne – e gli uomini – della vita di Jamie, che gli insegneranno a stare a questo mondo.


Tre donne, tre età diverse, tre concezioni della femminilità e dell'essere donna nel 1979. Le donne della vita di Jamie sono tutte forti e indipendenti e lo aiuteranno a crescere in una delle fasi più difficili dell'essere umano: l'adolescenza, quel momento in cui non si è più bambini ma non si sa come diventare adulti. Ma non solo: 20th Century Woman è anche il racconto di una madre e di un figlio, del cambiamento che sta alla base della giovinezza. Un film di formazione, a cavallo tra gli anni '70 e '80, che delinea l’inizio di un cambiamento sociologico molto forte che si otterrà solo negli anni '80.


Mike Mills ci porta all'interno di un mondo affascinante e profondo, dove varie storie si intrecciano in questa grande casa. I personaggi sono tutti trattati in modo magistrale: hanno una vita e un passato profondo e complicato, di cui veniamo man mano a conoscenza. Personaggi interessantissimi e interpretati egregiamente. Una sceneggiatura a molteplici strati, ognuno dei quali trattato fino all'osso, rende giustizia al contesto complicato in cui i protagonisti vivono. Un bellissimo percorso, quello che ci fa fare il regista, attraverso queste vite così vere e palpabili. Donne intraprendenti e emancipate, decise ma allo stesso tempo fragili e insicure. Anche la musica è protagonista assoluta del film: ci fa percepire il cambiamento, il gap generazionale in atto; ascoltata attraverso un vecchio giradischi, ad alto volume per sfogare la rabbia, in un jukebox o dal vivo in un club underground, dai Buzzcocks ai Talking Heads, dai Sex Pistols ai Black Flag: è il cambiamento che avanza.



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