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Maze Runner - La rivelazione

22/03/2018 12:00

Roberto Semprebene

Recensione Film, film-fantascienza, maze-runner, hunger-games,

Maze Runner - La rivelazione

La fine del labirinto

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Capitolo conclusivo della trilogia, Maze Runner - La rivelazione ci riporta nel futuro post apocalittico in cui Thomas (Dylan O’Brien) e i suoi compagni Newt (Thomas Brodie-Sangster), Brenda (Rosa Salazar), Jorge (Giancarlo Esposito) e Vince (Barry Pepper) pianificano le loro mosse contro la WCKD per poter salvare il loro compagno Minho (Ki Hong Lee). Il film si apre decisamente nel pieno dell’azione, con il gruppo di ribelli impegnato in un assalto a un treno che dovrebbe trasportare proprio il compagno rapito. La missione ha successo, ma il compagno non è fra i ragazzi liberati. Mentre Vince si prepara a salpare con una vecchia nave verso una nuova patria per il gruppo, Thomas e i suoi più fedeli si avventurano verso l’ultima città esistente, la roccaforte di WCKD, dove Ava Paige (Patricia Clarkson) e Teresa (Kaya Scodelario) cercano una cura usando Minho come cavia sotto il vigile controllo dello spietato Janson (Aidan Gillen).


In un contesto cinematografico in cui le distopie post apocalisse simil-zombie sono diventate decisamente comuni, la trilogia di Maze Runner si è distinta soprattutto grazie all’originalità del primo episodio, per poi mantenersi su un buon livello standard fino alla puntata conclusiva. Maze Runner - La rivelazione tira le fila di quanto costruito nei precedenti episodi, dando compimento alla serie di intrecci che vedono protagonisti assoluti Thomas e Teresa, con a contorno i drammi di personaggi che sono solo relativamente secondari e l’eterno conflitto con il nemico designato, il capo della sicurezza Janson. Tecnologia futuristica e scenari alla Mad Max continuano a intrecciarsi in un’alchimia che funziona e che pone le basi per tante situazioni diverse ma non confliggenti: attacchi al treno in stile western, baraccopoli alle porte di città al neon, spaccati contro sani, dannati contro salvati.


Maze Runner - La rivelazione è pienamente coerente soprattutto con il precedente, in termini visivi, di regia e di adrenalina, molto più dipendente dai continui scontri che dalla paura dell’ignoto che contraddistingueva invece il primo episodio. A dare profondità al film sono soprattutto i rapporti interpersonali, il senso di amicizia e di lealtà che lega Thomas a Newt e Minho, l’amore soffocato dal rancore per Teresa, che li ha abbandonati e ne soffre pur sentendo di aver fatto la cosa giusta, la ricerca di un mondo migliore per i tanti che non si sono arresi al morbo che trasforma in spaccati, ma neanche hanno voluto sottostare al giogo di WCKD. È l’eterno conflitto fra libertà e sicurezza quello che si compone in Maze Runner - La rivelazione, insieme a quello fra necessità e diritti, messi in secondo piano dalla gestione dell’emergenza di una società incurante del dolore altrui se considerato viatico di una cura che in ogni caso, probabilmente non si vuole concedere a tutti. La soluzione sarà un inevitabile conflitto, le cui perdite i sopravvissuti porteranno con loro in qualunque realtà deriverà dal loro agire.


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