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Icaros: A Vision

06/04/2018 11:00

Emanuela Di Matteo

Recensione Film,

Icaros: A Vision

Un film, anzi, una visione, che permane a lungo nella memoria dello spettatore

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Le ragioni che rendono unico, affascinante e di valore il film Icaros: A Vision sono molte, ma la più importante sarà chiara solo dopo aver visto questo lungometraggio dell'artista argentina Leonor Caraballo. La regista, prima di dedicarsi alla direzione del film, ha lavorato come fotografa e video-artist tra Buenos Aires e New York, vincendo importanti borse di studio tra cui il Latin American Guggenheim Fellowship. Il film presenta soluzioni visive di forte stampo onirico, comunica emozioni e situazioni mentali attraverso effetti speciali in 2D e immagini simboliche, testimonia l’esperienza creativa e artistica della regista. Leonor Caraballo, malata di cancro durante le riprese, è morta prima di poter vedere al cinema la sua opera: il testamento autobiografico di una ricerca personale, spirituale e artistica.


Icaros: A Vision è la storia di una giovane donna, Angelina (Ana Cecilia Stieglitz) che si reca in Amazzonia presso un centro di medicina tradizionale, sperando che le pratiche dello sciamano e le proprietà della ayahuasca, pianta “magica” che provoca allucinazioni, la possano guarire. Tra i vari pazienti, tra i quali un confuso Leonardo (Filippo Timi) (un attore con problemi di balbuzie, Timi sembra interpretare se stesso!), Angelina si lega - in un rapporto d’amicizia e di destino segnato dalla malattia - al giovane Arturo (Arturo Izquierdo), apprendista sciamano. Realtà e finzione cinematografica giocano a rincorrersi. La guarigione non sembra più la meta ultima del viaggio (trip psichedelico e percorso esistenziale) dei pazienti che vengono infatti chiamati “passeggeri” (pasajeros): diventa una discesa profonda verso la ricerca del proprio legame con la Terra, la Natura, il destino. Il passeggero Leonardo, mangiando qualche formica ogni tanto, come gli ha prescritto lo sciamano, guarisce un po’ dalla balbuzie, ma non riesce a colmare il vuoto che si porta dentro.


Un’altra ottima ragione per apprezzare il film è la denuncia di un mondo che rischia di scomparire, con tutte le sue ricchezze inestimabili. Sono sempre meno i guaritori sciamani disposti a condividere le loro conoscenze col mondo occidentale. Infine, il principale motivo che spinge ad amare Icaros: A Vision è che si tratta di un lavoro permeato di spiritualità e magia, con tempi dilatati e lunghi silenzi, rotti solo dal suono della notte e dal canto degli uccelli, la cui visione rappresenta già di per sé un’esperienza quasi sciamanica. Un film, anzi, una visione, che permane a lungo nella memoria e nelle sensazioni dello spettatore, come il canto ipnotico ed incantato degli sciamani.



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