photo
le parti noiose tagliate

facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram
pngwing.com(17)

REDAZIONE
Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

REDAZIONE
Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

sisbianco
sisbianco
sisnero

un progetto di Piano9 Produzioni

CONTENUTI IN EVIDENZA

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Dante va alla guerra

10/10/2018 10:00

Emanuela Di Matteo

Recensione Film,

Dante va alla guerra

Il terzo lungometraggio del regista Roberto Albanesi

50691-.jpeg

Dante Va alla Guerra è il terzo lungometraggio del regista Roberto Albanesi, dopo Catacomba e Non nuotate in quel fiume. Questo terzo film si riallaccia in modo divertente al precedente: infatti il co-protagonista è sempre Ignazio Virgilio Fagaroni, detto Faga (Ivan Brusa), lo stesso attore che interpreta Bruce Fagaroni in Non nuotate in quel fiume, nel quale viene accennato al fatto che i due, Bruce e Ignazio Virgilio, sarebbero fratelli. Anche se Bruce è uno spacciatore che ruba auto a vecchiette cieche e Faga un ragazzo per bene. Faga è un ventenne che alleva emù, ha un evidente difetto di pronuncia, si interroga sul destino dell'universo e coltiva un amore romantico, ai tempi di social e cellulari. Senza un amico, è fatale che Faga incontri il coetaneo Dante (Stefano Galli), anch'esso solitario e totalmente disadattato, reduce da un trauma familiare, in cura da uno psicologo poco empatico.


Si potrebbe dire che Dante Va alla Guerra riecheggi gli interrogativi solitari del primo giovanissimo Nanni Moretti, ma il lavoro di Roberto Albanesi sembra un flusso di coscienza meno strutturato e più fresco, nel quale si avverte l'urgenza di dire certe cose, magari anche tutte insieme. Momenti di sogno ad occhi aperti sono frame nel film, dove allegorie viventi si muovono con effetto straniante nella trama semplice della storia. A un pazzo, il picchiatello del quartiere, è affidato il compito di rivelare verità e contenere saggezze, in un immaginario ingenuo ma proprio per questo piacevole e abbastanza convincente.


Lavoro contro l'indifferenza generale, l'omologazione, la massificazione del pensiero, che è sempre stato fatto dagli artisti in ogni tempo alla ricerca di una visione “dall'alto”, ma che oggi più che mai sembra utile.


Sia Dante che Faga hanno perso i propri cari e Dante, il più arrabbiato, imparerà dal filosofico Faga, come farsene, poeticamente, una ragione.



facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram

facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram

Silenzioinsala.com © | All Right Reserved 2021 | Powered by Flazio Experience e Vito Sugameli

Silenzioinsala.com © | All Right Reserved 2021 | Powered by Flazio Experience e Vito Sugameli

ULTIMI ARTICOLI

I PIÙ LETTI

joker
Come creare un sito web con Flazio