photo

NETFLIX

copertine blog.jpeg

NOW TV

footer
pngwing.com(17)
sis nero

ULTIMI ARTICOLI

I PIÙ LETTI

SOSTIENI IL PROGETTO

A Private War

31/10/2018 11:00

Andrea Desideri

Recensione Film,

A Private War

La storia di Marie Colvin, reporter di guerra per il Sunday Times dal 1985

51251-.jpeg

L'adattamento cinematografico di un articolo giornalistico uscito nel 2012 su Vanity Fair – a firma di Marie Brenner – rappresenta l’ultimo lavoro del regista americano Matthew Heineman, il quale racconta le vicissitudini riguardanti Marie Colvin, reporter di guerra per il Sunday Times dal 1985 sino alla sua morte (sei anni fa, a Homs), che ha vinto numerosi premi e si è distinta per il suo operato in zone critiche. Una delle poche ad aver convinto Arafat a raccontarle la sua vita; così come Gheddafi, intervistato da lei per ben due volte. Timor est, Cecenia, Afghanistan e Libia, queste sono solo alcune delle realtà che ha raccontato con occhio critico e sferzante. Perso, poi, fisicamente e non professionalmente, in Sri Lanka. Insieme al fotografo Paul Conroy aveva stretto un rapporto professionale molto intenso, sodalizio durato sino alla fine dei suoi giorni.


Heineman con A Private War accoglie la sfida più complicata: passare dal documentario al film di finzione, che tradotto significa prendere una storia vera ed elaborarla, in un contesto piuttosto complesso. Per questo la storia di Marie Colvin è un ottimo banco di prova: la sua vita è stata fino all’ultimo simile a un film.


A Private War racconta i differenti scenari dei conflitti in cui l’America è parte integrante. La barbarie del campo di battaglia mista ai tormenti di una professionista che ha convissuto giorno dopo giorno, anno dopo anno con un fardello da portare. Quello del rischio, sempre dietro l’angolo, che corre chi gioca col fuoco e fa bene il proprio lavoro.


Heineman concepisce la guerra così come la intendeva la Colvin: non è importante vedere e descrivere i feriti sul campo di battaglia, diventa fondamentale, invece, capire le ripercussioni che un conflitto ha sulle vittime innocenti. Quindi, il film indaga sugli effetti psicologici di uno scontro. I risvolti umani di chi assiste inerme e impotente alla lotta, con un riflettore puntato soprattutto sui tormenti della Colvin.


C’è, inoltre, in A Private War l’esigenza di comprendere il senso di documentare la sofferenza: l’importanza che assume un cronista durante le dinamiche belliche, il quale deve descrivere lo sgomento senza abituarci e abituarsi al male. E se è possibile, questo film è tanto cruento quanto vero: si procede in maniera corretta entro un vortice sanguinoso che plasma ogni meccanismo sociale, dando dignità ulteriore a una delle tante personalità incredibili del nostro tempo.


sisbianco
sisbianco

un progetto di Piano9 Produzioni

cinemadvisor
Silenzioinsala.com Â© | All Right Reserved | Powered by Vito Sugameli

Disclaimer legale
SilenzioinSala.com è un blog culturale e divulgativo gestito da appassionati di cinema, senza alcuno scopo di lucro. Non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della Legge n. 62/2001, poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità regolare e senza struttura redazionale organizzata. Tutti i contenuti pubblicati – articoli, recensioni, approfondimenti e immagini – hanno esclusivamente finalità informative, educative e critiche, in pieno rispetto della normativa sul diritto d'autore (L. 633/1941, art. 70 e seguenti). Le immagini utilizzate (come locandine, fotogrammi, still promozionali, loghi, ecc.) sono di proprietà dei rispettivi titolari dei diritti (produttori, distributori, artisti, ecc.) e vengono impiegate unicamente a scopo illustrativo e senza fini commerciali. Se un contenuto visivo pubblicato risultasse lesivo di diritti di proprietà intellettuale, invitiamo i titolari a contattarci per richiederne la modifica o la rimozione, che sarà effettuata con tempestività. SilenzioinSala.com declina ogni responsabilità civile e penale per un eventuale utilizzo improprio, illecito o strumentale dei contenuti da parte di terzi. Il sito può ospitare banner pubblicitari gestiti da circuiti esterni, il cui unico scopo è contribuire alla copertura dei costi tecnici e di gestione (hosting, manutenzione, domini, ecc.). La presenza di tali annunci non costituisce in alcun modo promozione o approvazione da parte nostra dei prodotti o servizi pubblicizzati. Non siamo responsabili per eventuali contenuti ingannevoli o dannosi presenti nei materiali promozionali visibili tramite il sito. Per maggiori informazioni clicca qui.