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Ovunque proteggimi

04/12/2018 11:00

Marcello Perucca

Recensione Film,

Ovunque proteggimi

Ovunque proteggimi: durezza, sconforto e grande poesia

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Bonifacio Angius, regista sassarese già autore di Perfidia, film presentato a Locarno qualche anno fa, realizza Ovunque proteggimi, la sua nuova opera presentata nella sezione Festa mobile del 36° Torino Film Festival, ottenendo ottimi consensi di critica. Si tratta di un on the road ambientato in Sardegna, con protagonisti Alessandro (Alessandro Gazale) e Francesca (Francesca Niedda), due personaggi borderline. Alessandro è un cinquantenne cantante melodico, che si esibisce sulle piazze della Sardegna, fortemente dipendente dall’alcol che gli causa delle crisi di violenza improvvise. Francesca è una giovane madre con forti problemi di dipendenza, alla quale il tribunale dei minori sottrae il figlioletto Antonio (Antonio Angius) che viene ospitato presso una comunità di accoglienza. I due si conoscono all’interno di un reparto psichiatrico nel quale sono stati ricoverati a seguito di un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Una volta usciti dalla clinica, Alessandro spinto da un sentimento di amore nei confronti della donna, deciderà di accompagnarla presso il centro in cui si trova il figlio, iniziando così un viaggio attraverso l’isola che porterà i due a rapire Antonio e tentare la fuga imbarcandosi su un traghetto in partenza per la Spagna.


L’opera di Angius è un racconto che alterna momenti di durezza e sconforto ad altri di grande poesia come, ad esempio, il finale straziante e, allo stesso tempo, pieno di speranza. Angius, insieme a Fabio Bonfanti e Gianni Tetti, coautori della sceneggiatura, è bravo nel descrivere in maniera assai realistica due personaggi impulsivi, due “loser” posti ai margini della società che, unendosi, riescono a trovare la forza per non soccombere e mitigare le loro solitudini.


Alessandro e Francesca sono indispensabili l’uno all’altra perché ciascuno rappresenta l’àncora di salvezza per l’altro e la loro fuga con il bambino attraverso i paesaggi assolati e aspri della Sardegna rappresenta la disperata ricerca di una serenità che a loro viene preclusa. Un amore di cui entrambi hanno bisogno e che, anche se mai veramente esplicitato, riusciranno a provare l’uno per l’altra. E sarà proprio un grande gesto d’amore quello che, alla fine, compirà Alessandro nei confronti di Francesca e del piccolo Antonio.


Ovunque proteggimi è un’opera anarchica nello spirito dei personaggi, liberi e intolleranti alle regole che mettono sempre in discussione. Un film lineare nel suo sviluppo che trae da questa semplicità di scrittura uno dei suoi pregi maggiori, senza mai eccedere in inutili ridondanze. Un piccolo, grande film alla cui riuscita contribuisce anche la splendida colonna sonora di Carlo Doneddu che accompagna il viaggio di Alessandro e Francesca verso una speranza di libertà.



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