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Qualcuno salvi il Natale

03/12/2018 12:00

Marco Filipazzi

Recensione Film,

Qualcuno salvi il Natale

Il film da vedere sul divano, insieme a tutta la famiglia

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C’è chi accusa Netflix di aver perso la sua intraprendenza. Di essersi svenduto al mainstream, come se le ambizioni del colosso streaming fossero sempre state quelle di restare di nicchia. C’è chi lo accusa di produrre film e serie poco coraggiose, lontane dallo spirito trasgressivo degli albori. Una serie di produzioni molto attese, ma che si sono rivelate perlopiù “sbagliate” (Bright, Annientamento, Apostolo: tutti film che non hanno soddisfatto appieno le aspettative del pubblico), la progressiva cancellazione di molte serie considerate di punta a causa del vertiginoso calo d’interesse dei fan (Daredevil, osannato al suo debutto e cancellato dopo una terza stagione). Ora arriva il primo film natalizio targato Netflix, e lo scetticismo sale alle stelle, salvo redimersi quando lo spettatore adulto coglie un inusuale dettaglio esclamando: «Ehi, ma è Jena Plinsky il tizio che fa Babbo Natale?»


Qualcuno salvi il Natale è davvero il tipico film da vedere sul divano insieme a tutta la famiglia, con le luci dell’albero a rischiarare la penombra del salotto e una tazza di cioccolata calda stretta tra le mani. Uno di quei film “che fa Natale” e non solo perché parla del vecchio panzone che porta i regali. Anche perché qui non c’è alcun panzone: Kurt Russell era e resta una delle icone dell’action anni ’80/’90 e nelle vesti di Santa Claus ci tiene a specificare che sono le pubblicità a ingrassarlo.


La storia è quanto di più semplice (e tipico) si possa immaginare: Kate e Teddy Pierce, fratello e sorella, si sono molto allontanati dopo la morte del padre. Rimasti soli a casa la sera della vigilia decidono di aspettare l’arrivo di Babbo Natale per scattargli una foto; la situazione però sfugge loro di mano e si ritrovano nella sua slitta, diventando la causa di un incidente che riscia di mandare a monte il Natale. I due fratelli dovranno quindi aiutare Babbo Natale a risolvere a situazione prima che la notte più magica dell’anno finisca.


Sin dai titoli di testa vi è una gigantesca rassicurazione: il nome di Chris Columbus tra i produttori esecutivi. Uno che sui film per ragazzi ci ha costruito una carriera, con il cult immortale rappresentato proprio da un classico natalizio come Mamma ho perso l’aereo. Tutto l’incipit del film, in puro “Columbus style”, ricorda una sorta di variazione in chiave natalizia di un altro cult del regista, Tutto quella notte (suo esordio datato 1987) dove la sventurata babysitter è qui sostituita da Babbo Natale.


Per quanto la pellicola scorra su binari classicissimi, e non abbia alcun colpo di scena, vi sono una serie di idee che lo rendono un film molto apprezzabile anche da un pubblico più adulto. La slitta che riesce ad aprire magici stargate per muoversi tra le città del mondo, Babbo Natale dotato di “super-velocità” per consegnare i regali, il sacco che è un portale verso la fabbrica di giocattoli degli elfi... tutti elementi di contorno, che risultano particolarmente efficaci. Peccato che lo stesso non si possa dire per la CGI degli elfi (molto bella la trovata di farli parlare una lingua tutta loro), ma considerando che il film è destinato a un pubblico di giovanissimi, ci si può anche accontentare.


Da ultimo, il Babbo Natale di Kurt Russell con barba candida e capello lungo che riecheggia un po’ il pilota MacReady (il personaggio protagonista de La Cosa di John Carpenter) di cui ricalca anche tratti del carattere grezzo e cinico. Un’incarnazione che cerca di allontanarsi dall’abusao stereotipo del classico Santa Claus, sia caratterialmente che esteticamente grazie a quel lungo soprabito in pelle rossa. Insomma, Netflix non avrà sfornato un capolavoro, ma Qualcuno salvi il Natale è di sicuro in piacevole modo per trascorrere una serata d’avvento.



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