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Flemish Heaven

12/12/2018 12:00

Emanuela Di Matteo

Recensione Film,

Flemish Heaven

L’incanto dell’universo infantile e la crudezza della realtà quotidiana

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C’è una casetta, immersa nel verde e lontana da occhi indiscreti, in una strada isolata, dove sono in vendita abbracci per chi ne ha bisogno: un vero Paradiso Fiammingo, Flemish Heaven. Con questi occhi e con affascinata curiosità, la piccola Eline (Esra Vandenbussche), sei anni, vede il luogo in cui lavorano la madre Sylvie (Sara Vertongen) e la nonna Monique (Ingrid De Vos): l’impresa è in realtà una piccola casa di prostituzione, a gestione quasi totalmente familiare. Un giorno, lasciata in macchina ad aspettare, la bambina elude la sorveglianza materna e si insinua nella casa, pronta anche lei ad elargire abbracci.


Non era una storia facile da raccontare, quella di un abuso sessuale ai danni di una bambina. E neppure quella di una madre affettuosa e attenta, nonostante il suo mestiere e la durezza con la quale deve gestire il lavoro e una famiglia, almeno apparentemente, monogenitoriale. Sylvie ha l’impermeabilità e la scorza di chi ha dovuto difendersi, probabilmente fin dalla sua stessa infanzia, imparando a considerare il sesso un business. Ma il dolore e la costernazione per quello che è accaduto alla figlia, insinueranno dentro di lei una crepa che andrà sempre più allargandosi. E così scopriremo chi è veramente lo zio Dirk (Wim Willaert), conducente di autobus che aspetta ogni giorno la piccola Eline per portarla a scuola.


Il regista belga Peter Monsaert, lontanissimo da intenti moralistici, con sguardo imparziale, lascia che lo spettatore segua da solo la sua strada, quella via fiamminga isolata, conducendolo verso un’indagine poliziesca alla ricerca di un colpevole, che è in realtà un viaggio interiore sui sentimenti umani e su quali abissi impensabili può aprire il desiderio di proteggere un figlio.


L’incanto dell’universo infantile, fatto di magia e di innocenza, viaggia in parallelo con la crudezza della realtà quotidiana e delle sue necessità. E, quando i due mondi di scontrano, ai danni della bambina, la voragine che si crea inghiotte tutto: bugie, segreti, equilibri, annullando il confine tra lecito ed illecito.


Flemish Heaven è uno sguardo, serio e attento, attraverso tre generazioni di donne: la pratica nonna Monique, l’apparentemente dura ma anche tenera madre Sylvie e infine la piccola Eline, il cui futuro è stato segnato ma è al contempo libero e aperto a qualsiasi ipotesi.



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