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Vice - L'uomo nell'ombra

11/01/2019 12:00

Samantha Ruboni

Recensione Film,

Vice - L'uomo nell'ombra

L'uomo alle spalle di Bush, interpretato da un magistrale Christian Bale

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Il regista e sceneggiatore, Premio Oscar per La Grande Scommessa, Adam McKay torna sul grande schermo con Christian Bale nei panni di Dick Cheney, vice presidente di Bush dal 2001 al 2009. Cerca di tracciare la storia di questa figura enigmatica sia con l'aiuto del camaleontico Bale, in un'interpretazione che sicuramente lo porterà in corsa per gli Oscar, sia prendendo spunto dalla biografia di Cheney, scritta da Robert Moses e intitolata The Power Broker. Ma sopratutto viene narrata la vita di Lynne Vincent (Amy Adams), la moglie di Dick Cheney, colei che tirava i fili per far arrivare Cheney al potere. McKay ci porta nella vita del vice presidente: dalla sua vita nel Wyoming degli anni '50 fino al primo XXI secolo, quando Cheney è un ragazzotto dell'America della periferia, troppo impegnato a sbronzarsi con gli amici per capire cosa fare nella vita; è solo grazie alla storica fidanzata, Lynne, che riesce a trovare il modo per entrare all'interno dei giochi di potere. È Lynne colei che sa come muoversi e che usa Dick come un burattino per arrivare al potere. Vice - L'uomo nell'ombra è anche uno spaccato di storia, che narra i cambiamenti che avvengono in un'America dove una donna non poteva ancora concorrere al potere, ma che si doveva nascondere alle spalle del marito; lo stesso marito che, riuscendo a guadagnarsi la fiducia di Bush, si nasconde dietro alle spalle del presidente tirando le fila delle sorti del mondo. Dal dopo l'11 settembre alla guerra in Iraq, Cheney è l'uomo che tramite la disinformazione degli Americani, riesce a iniziare una guerra. Ma non solo: viene anche narrata la parte più intima di Cheney; la famiglia, vero nucleo dal quale viene influenzato in tutte le sue decisioni, che però tradirà pur di poter tenere ancora il potere nelle sue mani.


Una biografia oscura come il suo protagonista. Christian Bale è letteralmente diventato Dick Cheney, al punto da non venir riconosciuto sul set. Trasformazione sensazionale anche per Amy Adams, che intepreta Lynne tra i 20 e i 70 anni, con energia, rendendo tutta la voglia di riscatto di questa donna e la sua ambizione. Strepitosi anche Sam Rockwell e Steve Carell, rispettivamente Bush e Donald Rumsfield: personaggi non facili, che loro riescono a portare sullo schermo con naturalezza e ironia. La sceneggiatura scava nella psiche dell'uomo Dick e della compagna al suo fianco. Lo stile anticonvenzionale di McKay, anche in regia, è ormai suo tratto distintivo, ma in questo frangente appare più maturo: la stratificazione della storia include aneddoti ironici e invasioni di campo, permettendo una narrazione leggera e ironica, nonostante la tematica difficile. Un film sorprendente, che ha già ben 6 nomination ai Golden Globe, sicuro trampolino di lancio per il più ambito Oscar.



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