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Il mio capolavoro

18/01/2019 12:00

Samantha Ruboni

Recensione Film,

Il mio capolavoro

Una divertente commedia ambientata nel sistema dell'Arte

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Presentati fuori concorso a Venezia75, Il mio capolavoro è una commedia sul sistema dell'arte e sulle sue dinamiche: spassosa, divisa a metà, quasi appartenente a due diversi generi. Un film diviso: la prima parte parla dell'unione tra il cinico artista Renzo (Luis Brandoni) e il suo gallerista Arturo (Guillermo Francella), un rapporto basato sul lavoro e sulla vendita delle opere. Peccato che, ormai, l'arte di Renzo non venda più da un pezzo: così Arturo decide di andare per altri lidi. Così Renzo, sfrattato da casa e ricoverato dopo un incidente, decide di provare il suicidio ingurgitando pillole. È in questo momento che scopriamo la forte amicizia che lega i due, fin dalla giovinezza: Arturo decide di aiutare l'amico, portandolo via da Buenos Aires. E con la morte di Renzo, l'arte di questo torna in auge e viene apprezzata in tutto il mondo. Le vendite di Arturo sono alle stelle: peccato che un allievo di Renzo, dal nulla, scopra il suo piccolo segreto.


Un commedia intelligente e sofisticata, Il mio capolavoro, che ci porta all'interno dei meccanismi più complicati del commercio mondiale dell'arte. Riprendendo stereotipi che fungono da vettore per mandare avanti la pellicola, Gastòn Duprat vuole sopratutto raccontarci la storia di un'amicizia. Renzo, cinico e scontroso, si è allontanato da Arturo; quest'ultimo, ormai stanco delle opere invendute dell'amico, si affida ad altri artisti. Ma l'amicizia, così forte e potente, si farà sentire proprio nel momento più difficile per Renzo.


Gastòn Duprat riesce a portare sullo schermo una storia originale e attuale, che svela anche un lato drammatico e nostalgico. L'Argentina diventa il terzo personaggio principale della vicenda, passando dalla grande città di Buenos Aires - con i suoi palazzi e i suoi eccessi - alla natura immacolata delle Ande, con i suoi colori e i suoi silenzi. I due interpreti, Guillermo Francella e Luis Brandoni, riescono a instaurare la giusta chimica sia nei momenti comici sia in quelli drammatici, che permettono al film di essere divertente e allo stesso modo intenso. Duprant, dopo l'interessante Il Cittadino Illustre, torna a scegliere Luis Brandoni per una pellicola cinica e attuale, con uno sguardo rivolto alla società d'oggi.



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