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Parlami di te

06/02/2019 12:00

Andrea Desideri

Recensione Film,

Parlami di te

Mimran affronta l'alienazione in una commedia dalle mille sfaccettature

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Alain Wapler è amministratore delegato di una nota azienda automobilistica. L’uomo incarna il perfetto self-made man, ovvero il tipico uomo d’affari, completamente dedito al lavoro. La vita di Alain è studiata, programmata ed elaborata nei minimi dettagli: dal vestiario agli appuntamenti che scandiscono una giornata. Non basterebbero ventiquattro ore, ma Alain se le fa bastare: anzi, forza la mano – facendo il triplo del consentito – al punto che il suo corpo gliela fa pagare. Alla vigilia della presentazione di un’auto ibrida, l’uomo crolla stroncato da un ictus che gli cambierà la vita. Così, un rispettabile businessman torna allo stadio iniziale, subisce un reset forzato che lo costringe a riappropriarsi di sé stesso. Dovrà riconquistarsi ogni cosa: da quella più concreta, come la comunicazione autonoma, alla più effimera e mutevole, come la credibilità. In questo percorso di rinascita e redenzione, sarà affiancato da Jeanne, giovane ortofonista alla ricerca della madre biologica.


In Francia, nell’ultimo periodo, si stanno realizzando commedie dal valore umano ed emotivo piuttosto elevato. Parlami di te vuole far riflettere sull’imprevedibilità della vita, facendo leva sul concetto d’istinti e di istanti. La parabola storico-sociale del protagonista, Alain, è ispirata a una vicenda realmente accaduta che ha coinvolto l’ex CEO della Citroen. Parlami di te concepisce l’evoluzione lavorativa nella sua accezione più pura: dove può arrivare un uomo escludendo qualunque altra cosa dalla propria carriera? Mimran racconta di un annullamento, elevando il concetto di alienazione sociale: Alain, artefice del proprio destino, si disfa perché accecato dalla competitività più che dalla bramosia di guadagno. Tuttavia, arriva sempre un fattore esterno a sparigliare le carte: in tal caso, è stato un ictus. Il quale permetterà all’uomo d’affari di occuparsi nuovamente di sé stesso, ragionando sul concetto di priorità.


Un altro, e forse l’ultimo, tema del film è proprio la scelta che cambia ogni nostro percorso: le decisioni che prendiamo delineano anche le nostre personalità. Se ne accorgerà Alain, non appena avrà eliminato il superfluo (che un tempo riteneva primario) dalla sua vita. La trama di Parlami di te mette a nudo la fragilità dei singoli interpreti, trovando anche il tempo di riderci su. Comica e fortemente ironica è la parte in cui la riabilitazione dell’uomo cinge la quotidianità del suo tutor, al punto da dover riformulare le basi di un codice comunicativo. La dimostrazione come il linguaggio non sia solo parlato, ma possa esprimersi sotto diverse forme, che plasmano anche il carattere. Una commedia dalle mille sfaccettature, che coltiva l’auspicio di un mondo meno frenetico e più essenziale.



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