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Cyrano mon amour

18/04/2019 11:00

Emanuela Di Matteo

Recensione Film,

Cyrano mon amour

Una commedia brillante, deliziosa e irriverente sulla genesi di un capolavoro teatrale come Cyrano

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Cyrano Mon Amour è una commedia brillante, deliziosa e irriverente sulla genesi di un capolavoro teatrale come Cyrano de Bergerac, ma anche sulla casualità e follia del mondo della creazione artistica. Siamo a Parigi nel 1897: compromessi, capricci, burocrazia, vita rubata alla vita, atti di viltà ma anche di coraggio, equivoci e finzioni si mescolano alla storia del ventinovenne e sconosciuto Edmond Rostand (Thomas Solivérès) che dovrà scrivere entro 3 settimane un'opera teatrale per il famoso attore Constant Coquelin. Dalla parte dello squattrinato Rostand ci sono la consorte Rosemonde e la grande e ispirata icona del teatro dell'epoca, Sarah Bernhardt. Ma come fare per scrivere una commedia di successo in così poco tempo? Da dove tranne un'ispirazione? Accanto a sé il giovane drammaturgo ha un attore di bell'aspetto, ma talmente goffo e privo di eloquenza da risultare invisibile agli occhi della costumista Jeanne (Lucie Boujenah) di cui è innamorato. Sarà lo stesso scrittore Rostand a suggerire al suo amico le parole giuste e romantiche per conquistare l'amata, e che al contempo gli faranno venire in mente quella che diventerà la storia immortale di Cyrano de Bergerac: poeta abile nella scrittura e nella guerra ma non in amore.


Il vero Rostand, nel creare Cyrano come personaggio fantastico, prese spunto dalla vita di un uomo singolare, realmente esistito nel Seicento. Si trattava di Hector-Savinien Cyrano de Bergerac, personaggio geniale, irrequieto, scrittore e allo stesso tempo spadaccino abilissimo che si misurò in molti duelli e battaglie. Probabilmente l'immenso successo che travolse l'opera fin dalla sua prima rappresentazione fu dovuto al fatto che il suo protagonista incarnava alla perfezione il profondo sentimento romantico alla Victor Hugo del tempo, e al contempo una certo ardimento eroico, sfacciato e guascone nel quale si identificava lo spirito del fiero popolo francese. Il film è tratto dallo spettacolo teatrale Edmond, dello stesso regista Alexis Michalik, che ha fatto il tutto-esaurito sin dal primo week-end di programmazione e ha vinto 5 Moliére Awards nel 2017, diventando così la piéce teatrale di maggiore successo dopo La cena dei cretini (1998). Con il celebre precedente Shakespeare in Love, questo film ha in comune soltanto la struttura narrativa “making of”.


Il regista Alexis Michalik era già avvezzo a raccontare storie di difficoltà, prigionie – reali o interiori – all'interno della quali si libera poi la poesia, l'arte o il recupero dei propri ideali. A questo tipo di tensione, ben si presta anche la vicenda di Cyrano, che descrive proprio le difficoltà che incontra l'arte prima di riuscire ad esprimere se stessa e librarsi, barcamenandosi fra vicende prosaiche e terrene, alla ricerca di un'ispirazione così elevata da trascenderle tutte. Rostand vive sulla terra e racconta del poeta e spadaccino guascone Cyrano de Bergerac, che invece guarda verso la luna e da essa forse proviene.



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