photo

NETFLIX

copertine blog.jpeg

NOW TV

footer
pngwing.com(17)
sis nero

ULTIMI ARTICOLI

I PIÙ LETTI

SOSTIENI IL PROGETTO

True History of the Kelly Gang

28/11/2019 11:00

Valentina Pettinato

Recensione Film,

True History of the Kelly Gang

Una libera ricostruzione della vita e dei crimini di Ned Kelly

54561-.jpeg

In concorso al Torino Film Festival 37, True History of the Kelly Gang, adattamento di Justin Kurzel del romanzo di Peter Carey (vincitore del Booker Prize), è una libera ricostruzione della vita e dei crimini di Ned Kelly. Siamo in Australia nel 1867: Ned è uno dei piccoli Kelly, famiglia che vive in una terra arida immersa nel niente e che, sorprendentemente, si tiene insieme grazie a una madre ingombrante che passa da un uomo all’altro per sopperire alla totale inerzia del marito. Ned viene venduto a un bandito ubriacone (un meraviglioso Russel Crowe) che ha deciso di farsi assistere nei suoi sporchi affari. Questa esperienza lo costringe ad aprire gli occhi sulla sua famiglia e a crescere prima del tempo. Qualche anno dopo, Ned ritorna in famiglia ma dilaniato tra le sofferenze di gioventù e questo amore per la madre decide di combattere le ingiustizie che ha subito lottando contro il nemico inglese, mettendo su una banda in vestiti da donna con i suoi fratelli.


Strutturato in tre parti narrative, la pellicola è un colossal difficile da controllare, che ha buone intenzioni ma è davvero poco bilanciato. Buona la prima parte, Boy, in cui il Ned bambino (Orlando Schwerd) ci racconta con occhi innocenti questa ballata horror di una famiglia sgangherata in cui i più piccoli vivono ogni tipo tra soprusi senza quasi rendersene conto. Allevati con brutalità e abituati alle miserie, i Kelly sono ai margini e non hanno alternative.


Nella seconda parte Ned torna a casa. Ormai è un uomo (George MacKay) e prova a prendersi cura della sua famiglia, ad avere relazioni e amicizie ma deve fare i conti con lo stato di natura in cui ha trascorso la sua infanzia, misurandosi con una rabbia e con una violenza difficili da gestire. A questo punto, mano a mano che la narrazione prosegue, ci rendiamo conto che la pellicola scivola di mano e diventa celebrazione della bestialità, di quanto di più animalesco può vivere in un uomo che cresce senza forme di educazione e un contesto di civiltà. Ma qui la narrazione si blocca e questo dilatare i tempi delle battaglie (per la sopravvivenza, per una causa, con se stessi) rende ridondante la pellicola, che si appesantisce di orpelli visivi deviando su un genere decisamente più macabro. A un certo punto tutto diventa troppo: i droni, le scene di violenza, la retorica del bandito. La regia ci accompagna sul finale saltando da un registro all’altro in preda a una serie di allucinazioni: la storia di questa gang familiare condannata a un destino maledetto è uno schizofrenico flusso di scene scollate e tenute insieme da un tripudio di violenza.


Ned Kelly ha rappresentato nel senso comune il fuorilegge che si scontra con coraggio contro le autorità coloniali britanniche. Toccare quella materia non era in effetti semplice. La scelta del regista è stata quella di sacrificare la narrazione sull’altare degli eccessi visivi: il suo è un ritratto viscerale che vuole essere depositario di una qualche forma di verità nascosta. Come recita il titolo, la vera storia della famiglia è affidata alla penna ineducata e sgrammaticata del suo protagonista, e le altre sono solo interpretazioni alternative. La storia di un potere matriarcale spietato e profittatorio; dell’assenza di un padre e di bambini che non sanno far altro che giocare alla guerra. il racconto della progressiva influenza dei “cattivi padri” su un'adolescenza fragile. Nonostante la scelta interessante di incentrarlo sugli effetti devastanti dell’ineducazione sulla bestialità, il film va fuori controllo ed esplode come una mina: e ci lascia da soli, sul finale, a guardare brandelli e ceneri di umanità fuori dal tempo.


sisbianco
sisbianco

un progetto di Piano9 Produzioni

cinemadvisor
Silenzioinsala.com © | All Right Reserved | Powered by Vito Sugameli

Disclaimer legale
SilenzioinSala.com è un blog culturale e divulgativo gestito da appassionati di cinema, senza alcuno scopo di lucro. Non rappresenta una testata giornalistica ai sensi della Legge n. 62/2001, poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità regolare e senza struttura redazionale organizzata. Tutti i contenuti pubblicati – articoli, recensioni, approfondimenti e immagini – hanno esclusivamente finalità informative, educative e critiche, in pieno rispetto della normativa sul diritto d'autore (L. 633/1941, art. 70 e seguenti). Le immagini utilizzate (come locandine, fotogrammi, still promozionali, loghi, ecc.) sono di proprietà dei rispettivi titolari dei diritti (produttori, distributori, artisti, ecc.) e vengono impiegate unicamente a scopo illustrativo e senza fini commerciali. Se un contenuto visivo pubblicato risultasse lesivo di diritti di proprietà intellettuale, invitiamo i titolari a contattarci per richiederne la modifica o la rimozione, che sarà effettuata con tempestività. SilenzioinSala.com declina ogni responsabilità civile e penale per un eventuale utilizzo improprio, illecito o strumentale dei contenuti da parte di terzi. Il sito può ospitare banner pubblicitari gestiti da circuiti esterni, il cui unico scopo è contribuire alla copertura dei costi tecnici e di gestione (hosting, manutenzione, domini, ecc.). La presenza di tali annunci non costituisce in alcun modo promozione o approvazione da parte nostra dei prodotti o servizi pubblicizzati. Non siamo responsabili per eventuali contenuti ingannevoli o dannosi presenti nei materiali promozionali visibili tramite il sito. Per maggiori informazioni clicca qui.