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Hotel Bau

15/04/2010 11:00

Lorenzo Costantini

Recensione Film,

Hotel Bau

Hotel Bau è una favola urbana destinata ad un pubblico molto giovane, che usa due elementi della cinematografia abitualmente classificati nella categoria cinema

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Hotel Bau è una favola urbana destinata ad un pubblico molto giovane, che usa due elementi della cinematografia abitualmente classificati nella categoria cinema per famiglie: i bambini e i cani. Di qui la storia di Andi (Emma Roberts) e di suo fratello minore Bruce (Jake T. Austin) che custodiscono segretamente un piccolo Russell di nome Venerdì in una casa famiglia dove la presenza di quadrupedi è severamente vietata. L'esigenza di trovare nuova sistemazione a Venerdì, l'amore per questo cane e un po' di fortuna fanno sì che i due orfanelli si imbattano in un hotel abbandonato, abitato solamente da qualche randagio. Andi ha così l'idea di trasformare quel covo in un rinomato hotel per cani dove i migliori amici dell'uomo possano riposare ed alloggiare fuori dai pericoli della città. Sfruttando il talento con cui Bruce sa trasformare ogni oggetto comune in una meraviglia della meccanica, e avvalendosi dell'aiuto di amici e vicini di casa, i due fratellini organizzano un rifugio di prima categoria con ogni lusso compreso un distributore automatico di scarpe da rosicchiare. Tuttavia, la popolarità e il maggiore afflusso di cani contribuisce ad insospettire vicini ed accalappiacani che stringono le proprie attenzioni su quel palazzo apparentemente abbandonato. I due protagonisti dovranno combattere per la propria sopravvivenza segreta ed attuare rocamboleschi trucchi e ardite strategie pur di rimanere aperti per i cani, e invisibili agli uomini.


Sicuramente simpatiche e piacevoli le molte scene nelle quali i cani interagiscono con i bambini utilizzando la sola mimica facciale, altrettanto chiara e significativa quanto la parola. La scelta del regista Thor Freudenthal di non donare la parola agli animali e filmare l'hotel e la città con colori caldi e rassicuranti contribuiscono a dare al film uno stampo favolistico. D'altronde il regista, già nello staff di Stuart Little e Stuart Little 2, ha tratto la pellicola dal libro per ragazzi Hotel for dogs, e conclude l'avventura di Andi e Bruce con un finale zuccheroso e perbenista degno delle migliori fiabe.


Hotel Bau non rimarrà nella storia per l'originalità del titolo né della trama visto che non denota alcun merito a riguardo, seguendo un copione usato e abusato. Sebbene sia un film per bambini, potrebbe risultare superficiale anche a loro considerando che questo genere negli ultimi anni si è più volte fuso con quello fantasy e adulto (i film Pixar-Disney, la saga Harry Potter). Nonostante appartenga a quelle pellicole che riscontrano una grande risposta al botteghino, visto l'incasso negli Stati Uniti e viste la partecipazioni di attori del calibro di Don Cheadle, Lisa Kudrow e Kevin Dillon, viene comunque il dubbio che Hotel Bau sia un film destinato non tanto a dei giovanissimi spettatori ma ad un pubblico quadrupede.



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