photo
le parti noiose tagliate

facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram
pngwing.com(17)

REDAZIONE
Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

REDAZIONE
Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

sisbianco
sisbianco
sisnero

un progetto di Piano9 Produzioni

CONTENUTI IN EVIDENZA

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Letters to Juliet

13/08/2010 10:00

Antonella Murolo

Recensione Film,

Letters to Juliet

“La semplice percezione dell’amore romantico può spingere una persona a provare la sua vitalità, la sua risonanza e infine il coraggio che ci vuole per non gioc

9821-.jpeg

“La semplice percezione dell’amore romantico può spingere una persona a provare la sua vitalità, la sua risonanza e infine il coraggio che ci vuole per non giocare solo sul sicuro, per cambiare la propria vita”. Ed è questo stesso input intimo a spingere lo spettatore (prettamente quello di genere femminile) ad avvicinarsi a una pellicola come Letters to Juliet, etichettabile come sdolcinata e languida fermandosi già solo al titolo.


Sophie (Amanda Seyfried) è una giovane aspirante scrittrice che vola in Italia con il suo fidanzato Victor (Gael García Bernal) per una vacanza pre-luna di miele. Ma per lui, che è uno chef in procinto di aprire un proprio ristorante a New York, il viaggio diventa l’occasione perfetta per entrare in contatto con una tradizione gastronomica che lo affascina e lo porta costantemente lontano dalla sua dolce metà. A Sophie non rimane che visitare le numerose attrazioni della città di Verona, tra le quali spicca su tutte la casa di Giulietta, meta prediletta di innamorati felici o disperati che proprio all’eroina shakespeariana lasciano valanghe di lettere in cerca di consigli. Qui scopre una lettera dimenticata da oltre cinquant’anni e spinta dal suo inguaribile spirito romantico decide di rispondere a Claire (Vanessa Redgrave). Accompagnata dal nipote Charlie l’ormai anziana signora torna in Italia alla ricerca di Lorenzo, il suo amore giovanile mai dimenticato. Quale occasione migliore che seguirli e avere così il materiale per il suo romanzo? E così il romanticissimo road-movie tra le campagne verdeggianti del Veneto e della Toscana comincia, portando i tre protagonisti in giro per paesini caratteristici e panorami mozzafiato dai tipici colori caldi del nostro Paese.


Letters to Juliet è uno di quei film nei quali il territorio diventa protagonista, amplificando le sensazioni e, in questo caso, rafforzando il filo narrativo di una storia altrimenti troppo banale e lineare. Ciononostante l’opera di Gary Winick non spicca di originalità in mezzo al già vastissimo archivio di film promotori dell’idea di vero amore, non sempre identificato con la relazione stabile e sicura del momento. Il lieto fine si respira nell’aria già dalle prime scene e il modo in cui gli eventi si dipanano è prevedibile e senza nessun vero colpo di scena. Tutto il film è un continuo alternarsi di lati positivi e negativi: una buona fotografia ma un uso poco sapiente della colonna sonora, un cast eterogeneo e ben affiatato ma ricco di stereotipi, sunto perfetto di quello che alla fine è un progetto americano che ha cercato di porre il più possibile le sue radici in Italia, divenendo così un ibrido stilistico. Nonostante tutto Letters to Juliet riuscirà a far contenti i sognatori convinti, regalando loro 105 minuti di zuccherosità: “La cosa meravigliosa di questa tradizione (quella del cortile) e dell’amore in generale, è che ci vogliono credere tutti” ha affermato il regista Gary Winick. Se siete tra quelli che ci vogliono credere, il balcone di Giulietta vi attende.



facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram

facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram

Silenzioinsala.com © | All Right Reserved 2021 | Powered by Flazio Experience e Vito Sugameli

Silenzioinsala.com © | All Right Reserved 2021 | Powered by Flazio Experience e Vito Sugameli

ULTIMI ARTICOLI

I PIÙ LETTI

joker
Come creare un sito web con Flazio