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Jackass: The Movie

10/12/2010 12:00

Marco Filipazzi

Recensione Film,

Jackass: The Movie

In principio era un video dimostrativo in cui Johnny Knoxville, aspirante stuntman e attore, testava su di sé articoli di autodifesa quali scariche elettriche,

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In principio era un video dimostrativo in cui Johnny Knoxville, aspirante stuntman e attore, testava su di sé articoli di autodifesa quali scariche elettriche, spray al peperoncino, e quant’altro. Poi, da quella serie di video autolesionisti a un programma su Mtv il passo fu breve. Era il 12 aprile del 2000, appena un anno dopo la “prima sperimentazione”, quando Jackass fece la sua comparsa sugli schermi televisivi. Il concept era forte e conciso, ideale per fare breccia negli spettatori: un gruppo di stuntman capitanati da Knoxville si prestano, sotto il freddo occhio delle telecamere, alle più folli trovate lesionistiche. Seguirono tre stagioni e un successo a dir poco inaspettato (nella terza stagione dello show fa capolino persino Brad Pitt) e nel 2002 i tempi furono maturi per compiere il grande passo e debuttare sul grande schermo.


Jackass: The Movie ripropone, senza infamia e senza lodi, le stesse tematiche care agli aficionados dello show tv: un agglomerato di sketch più o meno lunghi e più o meno elaborati che spaziano dalle semplici candid camera (Chris Pontius che balla in perizoma argentato in un centro commerciale di Tokio) a gag che sembrano uscite da un college-movie qualunque (la gara di resistenza agli elettrostimolatori o il salto nel ventilatore), sino a sfornare delle vere e proprie perle per decerebrati mentali (la trappola per topi umana, l’auto scontro con i caddie) e arrivare a mettere in scena il più estremo autolesionismo convulso (Knoxville che si fa sparare addosso proiettili antisommossa, Steve-O che sniffa salsa wasabi o Ryan Dunn che si infila una macchinina giocattolo nel deretano). E queste sono solo alcune delle stramberie che il team mette in parata per questa grande occasione.


La regia è praticamente inesistente, più simile a quella di un filmino amatoriale tra amici che a un vero e proprio film, ma comunque è “fedele” allo stile della serie e ai fans non disturberà affatto. Apprezzabile la simpatia dei volti famosi che si sono prestati all’operazione, dallo skater Tony Hawk all’attore Rip Taylor, dal boxeur Butterbean a Spike Jonze (acclamato regista di Essere John Malkovich e creatore della serie stessa insieme a Knoxville) fino a Henry Rollins, frontman della punk band Black Flags. L’unica differenza rispetto allo show televisivo è il budget più elevato (circa 5 milioni di dollari) che ha concesso a Knoxville e soci di spremere al massimo la propria verve creativo-masochistica al punto da arrivare a girare quasi la metà del film in Giappone, luogo in cui questo genere di cose fa parte della cultura massmediatica (vedi Mai dire Banzai o Takeshi’s castle) nonché più permissivo dal punto di vista legale. Altra nota non indifferente è il passo da piccolo a grande schermo che ha concesso un maggior margine di manovra nei confronti della censura, al cinema meno restrittiva che in televisione. Ecco, allora, che viene sbattuta in faccia allo spettatore ogni genere di secrezione organica, impietosamente filmata dalle telecamere. I rigurgiti abbondano, per non parlare di escrementi e urine (la scena del cono gelato giallo è a dir poco disgustosa) più qualche sana incursione nello splatter voyeuristico quando assistiamo in presa diretta alla ricucitura della testa di Knoxville. Di sicuro Jackass: The Movie non vincerà mai un Oscar, ma può essere il candidato ideale da vedere in un dopo serata con gli amici, a patto che non si alzi troppo il gomito e non si cerchi di emulare i protagonisti.



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