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Non lasciarmi

16/02/2011 11:00

Maurizio Encari

Recensione Film,

Non lasciarmi

Tratto dal romanzo omonimo di Kazuo Ishiguro, Non lasciarmi è il nuovo film di Mark Romanek, già regista di One Our Photo, oltre che apprezzato autore di video

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Tratto dal romanzo omonimo di Kazuo Ishiguro, Non lasciarmi è il nuovo film di Mark Romanek, già regista di One Our Photo, oltre che apprezzato autore di video musicali. Un dramma di ambientazione "fantascientifica" non è certo all'ordine del giorno in ambito cinematografico, e visto anche il successo di pubblico e di critica dell'opera originaria, era molto alta l'attesa per questo adattamento. Nel cast volti giovani ma già di una certa fama: se Keira Knightley dopo la trilogia dei Pirati dei Caraibi non è certamente più un mistero per il pubblico italiano, anche la brava Carey Mulligan, grazie alla nomination all'Oscar per An education, ha un certo numero di fan. E Andrew Garfield, pur senza aver ancora raggiunto il successo delle colleghe, oltre ad aver recitato in moltissimi film incluso il Parnassus di Terry Gilliam, sarà il nuovo volto dello Spider-Man cinematografico. Premesse senza dubbio ottime, per una storia che, avvertiamo sin da subito, è poco consigliata a chi ha le lacrime facili.


Hailsham sembra un tranquillo collegio come tanti altri. È qui che crescono, obbedienti alla ferree regole dell'istituto, Kathy (Carey Mulligan), Tommy (Andrew Garfield) e Ruth (Keira Knightley). Quello che non sanno, e che viene svelato loro da una nuova insegnante, è che in realtà le loro vite sono già segnate. Il loro futuro obbligato, destinatogli fin dalla nascita, avvenuta per clonazione, è quello di donatori di organi per la società. Gli anni trascorrono, e a dispetto di quella scioccante rivelazione, i tre cercano di trascorrere insieme una vita felice, nonostante la relazione tra Ruth e Tommy crei qualche screzio, visto il sentimento che anni prima il ragazzino sembrava provare, ricambiato, da Kathy. Al compimento del diciottesimo anno d'età, tutti gli studenti vengono trasferiti in zone di campagna più vicine alle città, in modo che, nonostante il loro triste avvenire, possano vivere i pochi anni loro concessi trovando una parvenza di felicità. Kathy sceglie di trascorrere il tempo che le rimane come badante, ad accudire i suoi "simili" reduci da operazioni e sopravvissuti: e intanto circola una leggenda, secondo la quale gli studenti di Hailsham, se realmente innamorati, possano rinviare di qualche anno la loro prima donazione.


Il racconto non è certo di quelli "semplici" da narrare, con reminiscenze, ovviamente più sobrie e toccanti di un The Island di Michael Bay. L'idea, aberrante, che vengano sviluppate generazioni di cloni da usare come carne da macello per curare le malattie dell'umanità, era in grado di dare il giusto impatto drammatico al film. Ma qualcosa non deve aver funzionato, e la carica emotiva fortemente presente nel libro è stata trasportata con una freddezza a tratti quasi asettica. Non si riesce a provare una vera e propria empatia verso i protagonisti, la cui caratterizzazione non sembra sviluppata a dovere, e pur non lasciando indifferenti allo svolgersi degli eventi, non si è mai realmente assorbiti dalla tragedia cui si assiste. Una trasposizione formale, che sembra aver preso i passaggi cardine della fonte e messi insieme senza troppa convinzione, tanto che allo scorrere dei titoli di coda la storia di Kathy, Ruth e Tommy pare già un lontano, sbiadito, ricordo. Probabilmente altri registi avrebbero potuto tirare fuori un piccolo capolavoro, visto il numero dei temi che potevano potenzialmente esplodere in un'orgia di dolore e filosofia etica, ma allo stato dei fatti Non lasciarmi si rivela una grossa occasione mancata. Colpa da non imputare al cast, soprattutto alla sempre eccelsa Carey Mulligan, che col suo volto saggio da "ragazzina" è lo spunto più interessante di questo adattamento.


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