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Beastly

05/05/2011 11:00

Erika Pomella

Recensione Film,

Beastly

Una rivisitazione moderna de La Bella e La Bestia

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Vent’anni fa il mondo del cinema sgranava gli occhi davanti ad uno dei maggiori capolavori della Walt Disney; la storia di un principe egoista trasformato in bestia da una strega per via del suo cuore nero. La Bella e La Bestia è uno dei capisaldi della favolistica occidentale, capace di influenzare tanto la letteratura – si pensi a Notre Dame De Paris o a Il fantasma dell’Opera – quanto la musica – i Meat Loaf, ad esempio, per il loro singolo Anything for Love, hanno girato un video ispirato alla favola. Nel 2007, la scrittrice statunitense Alex Flinn decide di cimentarsi con una rivisitazione moderna de La Bella e La Bestia, trasportando i personaggi nella New York dei giorni nostri. Tre anni dopo, Daniel Barnz, già regista di Phoebe in Wonderland, decide di portare le parole della Flinn sul grande schermo.


Kyle (Alex Pettyfer) è il ricco e affascinante leader del liceo; educato a dar peso alle apparenze e alla bellezza, il ragazzo non si fa scrupoli a prendere in giro Kendra (Mary-Kate Olsen), una ragazza dark e borderline che ha la nomina di essere una strega. Durante il ballo per le elezioni, dove Kyle fa amicizia con Lindy (Vanessa Hudgens), Kendra viene derisa nuovamente, ma stavolta la sua reazione non si fa attendere. Risoluta a punire Kyle per la sua superficialità, la ragazza lo trasforma in una “bestia”. Il suo aspetto, infatti, deve rispecchiare le brutture del suo animo. Kyle ha solo un anno per trovare qualcuno che vada oltre le apparenze e si innamori di lui, altrimenti sarà destinato a rimanere una bestia per sempre.


La prima cosa che salta all’occhio, vedendo Beastly è che, effettivamente... manca la bestia. Kyle, infatti, viene sì, trasformato, ma la sua umanità – e gran parte della sua bellezza - rimane invariata. Sembra più una miscela mal riuscita tra un emo e un punk. Vengono così a mancare due degli elementi più importanti della favola: il senso di clausura ed isolamento che da sempre caratterizza il protagonista della favola, e la capacità della protagonista di andare al di là delle apparenze, innamorandosi di un mostro. Non avendo le fattezze di una bestia feroce, Kyle non ha grossi problemi ad uscire dalla sua casa-prigione, anche perché – a differenza di quello che accade nel libro – non teme che qualcuno possa scambiarlo per un animale scappato dallo zoo ed abbatterlo. Avendo sembianze ancora profondamente umane, Kyle non spaventa. E la paura dovrebbe essere uno dei punti cardini della storia. Nella versione originale di Jeanne-Marie le Prince de Beaumont la bella deve imparare a scovare l’umano che si cela dietro la bestia, e per farlo deve superare la paura iniziale che caratterizza il rapporto con il suo ospite/carceriere. E per Lindy non sembra essere poi così difficile innamorarsi di un ragazzo che ha le fattezze di Pettyfer, seppure con qualche tatuaggio in più.


Ma il vero punto debole della pellicola è da ricercare in una scelta piuttosto kitch e di pessimo gusto, fra tutte le animazioni dei segni tribali che Kyle porta sulla pelle, come l’albero che ha tatuato sul braccio – una sorta di orologio biologico della maledizione – che si anima a seconda delle stagioni. Queste scelte registiche tendono ad abbassare ulteriormente il livello di una regia che, già di per sé, non brilla. Non ci sono grandi deficit dal punto di vista puramente filmico, ma sembrano non esserci impulsi o marche stilistiche che possano distinguere questo film dal filone teen-movie. La scelta di due teen-idol per le parti dei protagonisti rema in questo senso. Se da un lato Alex Pettyfer – neodivo, pronto a detronizzare Robert Pattinson – riesce a dare fisicità ed espressività al personaggio di Kyle, Vanessa Hudgens sembra rimasta ancorata al personaggio di High School Musical che l’ha lanciata: manca di espressività e la sua recitazione è assolutamente monocorde. Fortunatamente, ad innalzare il livello istrionico della pellicola ci pensa il magnifico Neil Patrick Harris – il Barney Stinson di How I met your mother - che interpreta l’insegnante cieco di Kyle: con le sue battute e le sue smorfie è capace di sostenere tutto il film. Con una colonna sonora ad hoc, e scene romantiche da batticuore, Beastly si presenta essenzialmente come un film d’amore per adolescenti che sognano il principe azzurro, lasciando però l’amaro in bocca agli spettatori più scafati, cresciuti con i classici di Walt Disney e di Jean Cocteau.



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