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Diario di una schiappa

15/05/2011 10:00

Marco Papaleo

Recensione Film, Film Commedia, diario schiappa,

Diario di una schiappa

Arriva al cinema il film che dà voce ai ragazzi

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I film per ragazzi spesso si basano su uno di quei passaggi obbligati della vita: la prima cotta, le prime avventure al di fuori del nido familiare, o il percorso scolastico, spesso traumatico per molti. La maggior parte delle volte, ci si occupa del periodo del liceo, vero e proprio sentiero che porta alla maturità. O, se si vuole narrare qualcosa di divertente e a base di gag, si ricorre ai bambini delle elementari. Più raramente si pensa di gettare uno sguardo sul mondo delle scuole medie, in cui i ragazzini, ben lontani dal loro io futuro, vengono già spinti alla competizione, soprattutto in sistemi come quello statunitense, dove la popolarità scolastica è qualcosa di cui bisogna necessariamente tener conto per non finire fuori casta. Jeff Kinney, autore di Diario di una schiappa, ha dunque dato voce a migliaia di ragazzini che possono riconoscersi nei personaggi dei suoi popolarissimi libri, divenuti oramai una serie di successi editoriali dai quali sono stati tratti soggetti per ben tre lungometraggi, il primo dei quali arriva ora in Italia.


Greg Heggley (Zachary Gordon) ha undici anni, una famiglia numerosa e una vita comunissima. Sta per cominciare le scuole medie e la cosa, a dir poco, lo terrorizza. A contribuire al suo stato di ansia interviene Rodrick (Devon Bostick), fratello maggiore del ragazzo, che si diverte a tormentarlo prospettandogli tre anni di inferno nella nuova scuola. Una volta iniziato l'anno scolastico, Greg cerca di guadagnarsi un posto nell'albo fotografico di fine corso: il suo obiettivo è di diventare popolare, ma la cosa non è per niente semplice per un ragazzino senza alcun apparente talento. In più, Greg deve fare i conti con l'imbarazzante presenza dell'amico d'infanzia Rowley Jefferson (Robert Capron), ancora ben lontano dalla pubertà e per questo infantile e a volte irritante. Le cose si complicano ancor di più con la conoscenza di Angie Steadman (Chloë Moretz), ragazzina alternativa che, invece, negli atteggiamenti, si dimostra molto più adulta della media...


Il regista tedesco Thor Freudenthal è ormai un veterano delle pellicole dedicate ai più piccoli, avendo lavorato (nella previsualizzazione dei copioni e supervisione degli storyboard) alla serie degli Stuart Little e, come direttore di seconda unità, al disneyano La casa dei fantasmi con Eddie Murphy. Con Hotel Bau, nel 2009, si è lanciato con buoni risultati nella regia, realizzando un pet-movie divertente e ben costruito. Con queste credenziali, gli è stato facile ottenere il timone per Diario di una schiappa, rivelatosi un successo commerciale (negli States, tale da ispirare un seguito, diretto da David Bowers, e un terzo episodio ancora in fase di pre-produzione). Freudenthal dimostra di conoscere bene i tempi giusti per sviluppare una storia per ragazzi, portando su schermo un film capace di tenere sempre alto il ritmo delle vicende, tra buffe trovate e reazioni spesso inaspettate da parte dei personaggi protagonisti. Merito anche dei numerosi sceneggiatori, che sono riusciti a rendere in maniera coerente e coesa quelle che nei libri non sono che una serie di sketch senza collante. Assai convincenti anche i giovani interpreti: la Moretz è ormai una garanzia, ma ad apparire bravi e al contempo genuini sono anche Gordon e Capron, sulle cui interpretazioni poggia, effettivamente, il film. Un prodotto chiaramente destinato ad un pubblico molto giovane, ma che non corre il rischio di annoiare anche gli adulti accompagnatori. E che ha il merito di essere più originale dell'attuale media dei prodotti per ragazzi, rappresentando persone comuni, senza poteri magici o super poteri attualmente indispensabili per molte produzioni cinematografiche.



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