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Alessandro D'Alatri presenta 'Psycho' in Blu-ray

04/10/2016 11:50

Martina Calcabrini

Evento per il centenario Universal alla Casa del Cinema, Roma

Dopo span style="font-style: italic;"Il Buio oltre la siepe/span, span style="font-style: italic;"All’ovest niente di Nuovo/span e span style="font-style: italic;"Spartacus/span, anche span style="font-style: italic;"Psycho/span ritorna sul piccolo schermo in un’inedita versione rimasterizzata in alta definizione. Ieri sera, presso la Casa del Cinema di Roma, è stata proiettata la pellicola per il pubblico, preceduta dalla presentazione del critico e giornalista cinematograficospan style="font-weight: bold;" Marco Spagnoli/span. Con span style="font-weight: bold;"Alessandro D’Alatri /span(regista, attore, sceneggiatore) come ospite d’eccezione, il numeroso pubblico in sala ha potuto guardare in anteprima due contenuti speciali del Blu-ray e ha potuto scoprire retroscena interessanti di uno dei capolavori che hanno fatto la storia del cinema.


p span style="font-weight: bold;"Ciao Alessandro. Ci riveli le tue impressioni su Psycho?/spanbr /È un classico che non può non esistere, è un pezzo di storia del cinema, un film che ho visto da ragazzo al cinema e che non potrò mai dimenticare. È un misto tra cinema e psicoanalisi con la particolare introspezione di tutti i personaggi. Sono proprio loro, infatti, che scavano le paure della nostra personalità. La cosa bella è che questo film è uscito nel momento in cui trionfava il technicolor ma Hitchcock ha deciso, comunque, di realizzarlo in bianco e nero perché non pensava fosse possibile fare un film del genere a colori. Una scelta simile era avvenuta anche per A qualcuno piace caldo ma il motivo per cui hanno rinunciato ai colori è che altrimenti gli attori sarebbero sembrati dei travestiti! (ride)/p


p span style="font-weight: bold;"E che ne pensi della trovata delle linee verticali e di quelle orizzontali?/spanbr /Splendido. Alla fine, se ci pensiamo, in Psycho ci sono due tematiche fondamentali: la femminilità contro cui inveisce Bates perché ha il complesso d'edipo e proprio la verticalità e l’orizzontalità costante, già presente nei titoli di testa. Questo film, oggi, potrebbe essere definito commerciale perché combacia le esigenze di mercato con la qualità del prodotto. /p


p span style="font-weight: bold;"Sappiamo che Hitchcock aveva fatto una scelta rischiosa decidendo di far morire la sua protagonista poco prima della metà del film. Sinceramente, quanto è difficile per un regista far morire un attore importante?/spanbr /Oggi è molto più difficile ma al tempo, evidentemente, era fattibile. Non dimentichiamo, però, che il film fu non apprezzato dalla critica perbenista americana. Potremmo quasi dire che Hitchcock è davvero un autore con la licenza di uccidere! (ride)./p


p span style="font-weight: bold;"Alessandro tu sei un regista del cinema d’autore che è diventato anche un regista pubblicitario. È tua infatti la recente campagna promozionale del caffè Lavazza con Brignano. Ci spieghi quanto la pubblicità assorbe dal cinema? /spanbr /Beh, oggi tutti i linguaggi si contaminano tra loro. La pubblicità ha preso vita proprio dal cinema iniziando a mettere in scena gli stessi personaggi dello spettacolo. Se pensiamo a Carosello, appare tutto molto chiaro. La pubblicità, poi, ha cercato i suoi percorsi rivelandosi, ben presto, uno strumento straordinario di sperimentazione. /p


pE dopo aver mostrato in anteprima due interessanti contenuti speciali del Blu-ray dispan style="font-style: italic;" Psycho/span, span style="font-weight: bold;"Marco Spagnoli /spane span style="font-weight: bold;"Alessandro D’Alatri/span hanno salutato gli spettatori per lasciarli alla visione del film. Restate sintonizzati su queste pagine per scoprire tutte le migliorie offerte da questa nuova edizione in HD!br //p


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