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Spider-Man al cinema, un vecchio e nuovo universo

19/12/2018 14:37

Marco Filipazzi

Approfondimento Film, CineComics,

Spider-Man al cinema, un vecchio e nuovo universo

In attesa di Un Nuovo Universo, facciamo ordine sulle quattro diverse incarnazioni cinematografiche che si sono avvicendate in 15 anni di Spiderman sul grande s

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Tra tutti i personaggi nati dalla mente del compianto Stan Lee, il più famoso (soprattutto prima che lo tsunami dei cinecomics travolgesse il cinema) è senza dubbio l’amichevole bSpider-Man/b di quartiere. Ora che l’Arrampicamuri sta approdando per la nona volta in sala con Spider-Man: Un Nuovo Universo, è doveroso fare un po’ di ordine sulle quattro diverse incarnazioni cinematografiche che si sono avvicendate in 15 anni sul grande schermo.

 

 

L'Uomo Ragno conquista il cinema

 

 

In principio fu Sam Raimi – affermazione vera solo in parte, dato che tra il 1977 e il 1979 vennero prodotti dalla CBS tre film per la TV dedicati, lontanissimi però dallo spirito del fumetto - a portare l’Uomo Ragno sul grande schermo. Era il 2002 e il volto di Peter Parker era quello dell’amato e odiato (talvolta definito persino inespressivo) Tobey Maguire.

 

 

Una trasposizione molto rischiosa, sia perché il progetto era stato a lungo covato e corteggiato da registi del calibro di James Cameron e David Fincher, senza però mai riuscire a ottenere il via libera, sia perché all’inizio del nuovo millennio i cinecomics erano ancora considerati “roba da bambini”. La Sony acquista i diritti di sfruttamento del personaggio negli anni ’90, ma mette il film in produzione solo nel 2001.

 

 

Uscito in Italia il 3 maggio 2002, Spider-Man è un enorme successo: rastrella 830 milioni nel mondo, diventando il terzo incasso dell’anno e fregiandosi del titolo di cinecomics più redditizio di sempre (all’epoca). Il sequel era inevitabile.

 

 

Il secondo capitolo, sempre opera di Sam Raimi è considerato ancora oggi uno dei migliori cinecomics mai realizzati, riuscendo nell’ardua impresa di accontentare sia i fan più incalliti che il pubblico generalista. Peccato che la Sony fa il passo più lungo della gamba con il terzo film, forzando la mano a Raimi e fondendo in un solo film le idee che il cineasta avrebbe voluto utilizzare per due pellicole.

 

 

Nonostante i vertiginosi incassi (quasi 900 milioni di dollari) il capitolo 3 scontenta sia il pubblico che la critica e segna l’inizio delle travagliate disavventure dell’Uomo Ragno sul grande schermo. La produzione del film numero 4 era già in stato avanzato: Sam Raimi ancora alla regia, Tobey Maguire e Kirsten Dunst come protagonisti e John Malkovich nei panni del villain Avvoltoi. Nel gennaio 2010 però la Sony annuncia la cancellazione del progetto in favore di un reboot della saga, una decisione che ancora oggi lascia parecchi dubbi.

 

 

Lo straordinario, o forse no, Uomo Ragno

 

 

A dirigere il nuovo ciclo di film viene chiamato Marc Webb, che all’attivo aveva solo la commedia romantica (500) giorni insieme. Lo scetticismo inizia a serpeggiare tra i fan, amplificato dalla notizia che il villain sarebbe stato Lizard (Curt Connors era stato ampiamente introdotto già nei film di Sam Raimi e avrebbe dovuto finalmente trasformarsi nel mai realizzato Spiderman 4) e da trailer non proprio incoraggianti, sia per la CGI da videogioco, sia per un’estetica che ammiccava troppo alla saga di Twilight piuttosto che ai film di supereroi.

 

 

Ma quando il film arriva al cinema... nulla, solo conferme. The Amazing Spider-Man è una teen-comedy romantica dove il tema supereroistico è solo lo sfondo della vicenda, dove le scene d’azione sono poche e girate davvero male e dove la trama ha più buchi di uno scolapasta. Riesce comunque a portare a casa 760 milioni di dollari che, sebbene inferiori agli incassi della trilogia di Raimi, sono abbastanza per giustificare un sequel.

 

 

Con Il potere di Electro le cose vanno meglio (soprattutto le scene d’azione, finalmente girate con criterio) anche perché parte della trama riprende una delle storie fondamentali dell’Arrampicamuri cartaceo (La notte in cui morì Gwen Stacy) e getta le basi per i Sinistri Sei, una lega di cattivi formata da Goblin, Rhino, Doc Octopus, Avvoltoio, Kraven e Mysterio.

 

 

Al Comic Con 2014 la Sony conferma di essere al lavoro su Sinister Six, scritto e diretto da Drew Goddard. Il film avrebbe dovuto arrivare in sala nel 2016, facendo da prequel al capitolo 3 di The Amazing Spider-Man, che invece sarebbe uscito nel maggio 2018. Ma ancora una volta il progetto collassa.

 

 

Ritorno a casa

 

 

Il 9 febbraio 2015 la Sony Pictures e i Marvel Studios annunciano un accordo per realizzare un nuovo film dell’Uomo Ragno, ambientato nell’Universo Marvel. Il 10 marzo dell’anno successivo Spidey appare per la prima volta nel trailer di Captain America: Civil War al grido di «bimbo-ragno!», ufficializzando il suo debutto nel MCU prima di apparire in un film in solitaria.

 

 

Spider-Man: Homecoming ha la decenza di non raccontare per la terza volta le origini del personaggio, ma lo getta subito nella mischia, mettendolo faccia a faccia con quello che a lungo era stato il suo auspicato villain in un film: l’Avvoltoio. Dopo aver svolto un ruolo fondamentale (e strappalacrime) in Avengers: Infinity War, il pubblico ora brama di rivedere Peter Parker nel sequel del film Avengers: Endgame e nel già annunciato Spider-Man: Far From Home, in arrivo la prossima estate.

 


Il nuovo universo

 

 

La Sony però non deteneva solo i diritti di sfruttamento di Peter Parker e del suo alter-ego, ma impugnava l’intero universo di personaggi legati all’Arrampicamuri. Così mentre l'Uomo Ragno ufficiale proseguiva le sue avventure nel MCU, sono stati messi in cantiere diversi progetti paralleli.

 

 

Il primo è Venom, giunto sullo schermo pochi mesi fa come antieroe solitario slegato dalla sua nemesi “ragnesca”; il secondo è questo Spider-Man: Un Nuovo Universo in cui il protagonista è Miles Morales, ragazzo afro-americano che nei fumetti è il quarto erede del costume (e degli oneri) di Spidey. Una soluzione interessante per staccarlo dai precedenti adattamenti e portare una ventata d’aria fresca nell’ormai saturatissimo panorama dei cinecomics che affollano le sale.

 

 

 

 


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