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The Birth of Korean Cinema, vol. 1: Kim Do-San, il primo regista

13/02/2018 15:30

Alfredo De Vincenzo

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The Birth of Korean Cinema, vol. 1: Kim Do-San, il primo regista

La nascita del cinema coreano: inauguriamo una rubrica a puntate dedicata al cinema orientale, alla sua storia e ai protagonisti

La nostra rubrica dedicata al cinema coreano inizia da principio: dalla propaganda giapponese a Kim Do-San, il primo autore coreano

Nel 1896 un noto imprenditore tessile giapponese, tale Katsutaro Inabata, si reca in viaggio di lavoro in Francia dove conosce Auguste Lumière, che qualche anno prima assieme a suo fratello Jean aveva “inventato” il cinematografo. Inabata ne rimane particolarmente incuriosito e Lumière, colpito dall'interesse dell'imprenditore giapponese, decide di incaricare due dei suoi operatori, Gabriel Veyre e Constant Girel, di accompagnare Inabata nel suo viaggio di ritorno in patria, dove gli avrebbero insegnato come far funzionare il cinematografo e ne avrebbero approfittato per riprendere delle scene di vita quotidiana nelle più importanti città del Giappone: Tokyo, Kyoto, Osaka e Kobe. Nasce così il cinema giapponese e anche quello coreano. Si, perchè dal 1876 il Trattato di pace e amicizia imposto dal Giappone alla Corea aveva portato all’apertura dei porti coreani per il commercio internazionale sotto il monopolio giapponese.

 

È complesso stabilire l’anno esatto delle prime proiezioni in Corea, anche se gran parte degli storici conviene che il 1903 è l'anno cruciale per il cinema coreano: il giornale Hwangsong Shinmun il 23 giugno 1903 annuncia le prime proiezioni a pagamento di film stranieri. Sponsorizzate dalla compagnia elettrica Hansong Electric Company, che aveva costruito la prima linea tranviaria elettrica a Seoul, e dal Yongmi Tobacco Company, le proiezioni si rivelano un grande successo anche grazie alla possibilità di accedervi gratuitamente presentando il biglietto del tram o un pacchetto di sigarette vuoto. Il giornale del 10 luglio riferirà che il pubblico per le proiezioni superava le 1000 persone al giorno.

 

Nel 1910, quello che fino ad allora appariva come un trattato iniquo si trasformò definitivamente in una colonizzazione. Facciamo solo un passo avanti: siamo nel 1936 e ci sono le Olimpiadi di Berlino, quelle che consegneranno alla storia Jesse Owens; ma sono anche le Olimpiadi di Sohn Kee-chung che vince l’Oro per la maratona, ma lo fa sotto il nome in stile nipponico Son Kitei. Si, perchè il Giappone durante gli anni di colonizzazione tenta in tutti i modi di estirpare l’identità coreana, proibendo la lingua nelle scuole, cancellando i vestiti tradizionali, incrementando la produzione di riso, e cambiando, appunto, persino i nomi. E anche il cinema è sotto lo stretto controllo giapponese, tanto che bisognerà aspettare il 1919 affinché il primo film coreano veda la luce. Precisamente il 27 Ottobre 1919, al teatro Dansung-sa di Seoul, quando viene proiettato per la prima volta Uirijok kut'u (La Giusta Vendetta) di Kim Do-San.

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Non è un vero e proprio film, è un kino drama, ossia una combinazione di cinema e teatro. Racconta la storia di vendetta di Songsan nei confronti della matrigna. Per sfuggire alla censura giapponese raccontava il dramma umano e la vita coreana senza un contesto storico e politico. Kim Do-San morirà qualche anno dopo, nel 1923 in un incidente automobilistico, dopo aver realizzato un altro film Gukkyong (I Confini Nazionali), bandito dal governo giapponese il 14 febbraio 1923, il giorno dopo l’uscita. Molti studiosi ritengono che il primo lungometraggio tuttavia sia Wolha-ui Maengse (Pegno d’amore sotto la luna) di Yun Paengnam, che racconta le vicende di Yongduk, uomo dedito a vari vizi, che scialacqua il patrimonio di famiglia e viene salvato solo dalla generosità della compagna.

 

In Corea questo film tutt’oggi non è ricordato molto volentieri perchè è vero che si tratta del primo lungometraggio di un regista coreano, ma è altresì vero che fu realizzato con il solo scopo di incoraggiare il risparmio e di diffondere lo spirito di obbedienza verso il governo giapponese. Il primo di una lunghissima serie di film di propaganda. Per questo Paengnam non è ricordato come Kim Do-San, di cui non si sa molto perché anche in questo caso i giapponesi hanno diserbato tutta la cultura originaria coreana. Ma quello che sappiamo è che nel 1966 il 27 Ottobre è diventata la Giornata Nazionale del Cinema in Corea del Sud. E Kim Do-San è il simbolo del cinema stesso 

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