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Milano Film Festival 2019: il meglio della 24ma edizione

18/10/2019 08:16

Samantha Ruboni

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Milano Film Festival 2019: il meglio della 24ma edizione

Si è conclusa giovedì 10 ottobre la 24° edizione del Milano Film Festival: un'edizione con un'unica sede, lo storico cinema Odeon, letteralmente a due passi dal

Con la vittoria di The Shark, film di Lucia Garibaldi, per il Concorso Internazionale Lungometraggi, si è conclusa giovedì 10 ottobre la b24° edizione del Milano Film Festival/b. Un'edizione con un'unica sede, lo storico cinema Odeon, letteralmente a due passi dal Duomo. Meno dispersioni, ma anche meno possibilità di scoprire di nuovi angoli di città e piccole sale di quartiere come nelle precedenti edizioni diffuse.


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La sezione più interessante è stata sicuramente quella degli Outsiders – i film fuori concorso - che ci ha regalato le pellicole che ci ricorderemo di più di questa edizione del festival. Come il film di apertura, The Beach Bum di Harmony Korine, una stoner comedy, coloratissima e non sense con Matthew McConaughey e Isla Fischer.


Da segnalare anche l'eccentrico lungometraggio in 8 bit We Are Little Zombies, esordio di Makoto Nagahisa. Pellicola giapponese che narra la storia di 4 ragazzini orfani che s'incontrano al funerale dei rispettivi genitori e decidono di scappare e insieme mettere su una band. Diviso in capitoli, proprio come un vero e proprio videogioco in 8 bit, è un mix di animazione e stili registici che cambiano in base al capitolo.


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Altra chicca da segnalare è il lungometraggio The Souvenir di Joanna Hogg, quasi sconosciuta in Italia, ma apprezzatissima in Inghilterra: la storia di un amore complicato e di una ragazza che negli anni '80 cerca la propria strada attraverso il cinema. Il cast d'eccezione comprende Tilda Swinton e Honor Swinton Byrne, madre e figlia anche nella realtà.


In confronto a queste gemme rare, la sezione dei lungometraggi in concorso è passata un po' in sordina. Si segnalano Swallow, esordio di Carlo Mirabella-Davis, una pellicola elegante proprio come la sua protagonista, Haley Bennett, premiata al Tribeca per la sua interpretazione; A Certain Kind of Silence di Michael Hogenauer, che vince il Premio del Pubblico per il Migliore Lungometraggio Internazionale; Ham on Rye di Tyler Taormina parte come un teen-movie e si sviluppa invece come un film lynchiano per le atmosfere non sense e i toni saturi alla Blue Velvet.


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Tra gli eventi speciali la parte più interessante, per gli addetti ai lavori e non solo, è stata la nuovissima sezione Industry, dedicata ai retroscena di tutto quello che sta intorno alla creazione di un film. Per comprendere al meglio la macchina cinematografica e perché no, scoprire anche un nuovo lavoro. Anche quest’anno il bMilano Film Festival/b si conferma un evento ricco di contenuti e di incontri, appuntamento ormai imprescindibile dell'autunno milanese.



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