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Space Force (2020): la recensione della serie Netflix con Steve Carell, stagione 1

16/06/2020 21:06

Samantha Ruboni

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Space Force (2020): la recensione della serie Netflix con Steve Carell, stagione 1

La Space Force voluta da Donald Trump ispira una serie tv esilarante, su Netflix, con protagonista Steve Carell

 

 

 

La Space Force voluta da Donald Trump ispira una serie tv esilarante, su Netflix, con protagonista Steve Carell

 

 

Una forza armata chiamata Space Force per difendere lo spazio. Dall'incipit sembra la trama di una fiction, ma non lo è: la Space Force è realtà e la sua creazione è stata annunciata nell'agosto 2019 dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con anche un simbolo, presentato a gennaio 2020 su Twitter, che ricorda la serie sci-fi per eccellenza Star Trek. La SF è diventata uno degli argomenti più discussi sui social. A scatenare l’ilarità su Twitter anche la divisa presentata, una mimetica, come se nello spazio ci debba nascondere dal nemico. Tutti spunti reali che sono diventati il punto di partenza per una serie tv sull’esistenza di questo corpo militare.

It’s good to be black on the moon

Scritta dai creatori della versione americana di The Office, Greg Daniels e Steve Carell, Space Force è interpretata da due giganti come lo stesso Carell e John Malkovich. Space Force è una serie Netflix che si può definire comedy anche se è riduttivo. Se pensate di ritrovare comicità e gag di The Office, sbagliate di grosso. È una serie non comica, ma di satira sull’attuale amministrazione USA.  

Una serie in grado di parlare di attualità in maniera intelligente e ironica, senza per forza farci morire di risate, ma con un'ironia che punzecchia tutti.

Dal Presidente Trump ai militari; dalle mentalità retrograde americane a personalità che ricordano da vicino quelle reali, come Alexandra Ocasio Cortez. Lo stesso personaggio di Carell è stato creato ispirandosi al vero capo americano della Space Force: John W. Raymond. Lo stesso si è dichiarato entusiasta dello show e ha suggerito a Carell di tagliarsi i capelli per risultare più realistico. Non solo le forze armate vengono prese di mira dallo show. La sottile ironia riguarda la mentalità dell’americano medio, piena di pregiudizi sulle persone con occhi a mandorla e di colore, anche se nate e cresciute in America. 

Si parla anche di comunicazione e di social network: esilarante è il personaggio di Ben Schwarz, nel ruolo del social media manager del generale Naird, che suggerisce modi controversi di twittare al suo capo; ma anche la rappresentazione del Presidente degli USA che twitta ogni tipo d’informazione, anche quelle più importanti, su Twitter.

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Le scenografie "alla kubrick" della serie

La sede dello Space Force nello show è stata aperta in fretta e furia dal Presidente che, non avendo fondi per una base nuova, ne prende una a caso abbandonata nel deserto: la sua architettura è un richiamo agli anni ‘60 dato dell’architettura brutalista. Grande influenza per le scenografie ha avuto il film Il Dottor Stranamore, satira di Kubrick su una base militare fuori controllo. Come in quel film, anche la sede della Space Force consta di strutture a blocchi di cemento e la war room omaggia il famoso tavolo tondo kubrickiano. Susie Mancini, la designer della serie, ha fatto un mix tra gli edifici della NASA e della recente SpaceX, rendendo così la resa visiva il più vicino alla realtà 

Space Force tra podcast e gelati

Per spiegare le show e le tematiche portate in campo è stato creato anche un podcast intitolato Inside Joke: Space Force, condotto da Jimmy O. Yang - il doc. Chan della serie - che interagisce con cast e troupe per scoprire tutti i retroscena dello show. Lo potete trovare due volte a settimana sulle principali piattaforme audio. Inoltre Ben&Jerry, famoso marchio americano di gelati, ha creato, in occasione dell’uscita della serie, un nuovo gusto dedicato chiamato Boots on the moooon.

 

È recente la notizia di una battaglia legale tra la (vera) Space Force e la serie tv, per la detenzione del marchio commerciale. Molto probabilmente vincerà Netflix, ma si può proprio dire che la realtà supera l’immaginazione.

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