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Michael Jackson


CURIOSITÀ

Michael Jackson's This Is It (2009)
Il 27 ottobre 2009 è uscito l'album Michael Jackson This is it, contenente la musica che ha ispirato il film. L'album è composto da 2 dischi, contenenti alcuni dei più grandi successi del Re del Pop, 2 inediti e una poesia intitolata Planet Earth mai pubblicata.

Brüno (2009)
Dopo la morte di Michael Jackson il 25 giugno 2009, la Universal ha immediatamente imposto il taglio di una scena del film, poco prima della premiere statunitense. Nella scena incriminata Cohen intervistava la sorella della popstar, LaToya Jackson, ponendole imbarazzanti domande sul fratello. In seguito, per evitare polemiche e speculazioni di cattivo gusto, la Universal ha deciso per il taglio definitivo della scena.

Beastly (2011)
Il Make-Up Artist che si è occupato della trasformazione di Kyle è Tony Gardner, che ha esordito nel video Thriller di Michael Jackson.

Michael Jackson: The Life of an Icon (2011)
La madre di Michael Jackson ha speso parole d'elogio nel descrivere il documentario: «'The Life of an Icon' è un film davvero notevole che cattura il vero carattere, l’ingegno e la sensibilità di mio figlio. Il produttore David Gest ti trascina in un turbine di emozioni che commuove fino alle lacrime e porterà la gente a capire realmente chi era ed è l'uomo al di là della musica.»

Michael Jackson: The Life of an Icon (2011)
David Gest e Michael Jackson erano amici dal 1969 ma solo trent'anni dopo fondarono insieme la World Events LLC, dove Gest ha prodotto e Jackson ha interpretato il più seguito speciale musicale mai realizzato per la TV intitolato 'Michael Jackson: Celebrazione per il 30° anniversario' trasmesso dalla CBS. Questo speciale è stato visto in oltre 100 paesi in tutto il mondo e ha riunito sul palco i 'Jackson 5'.

Michael Jackson: The Life of an Icon (2011)
Il produttore ed intimo amico David Gest ha dichiarato: «Ho cercato di mostrare Michael in una luce davvero unica. Ho trascorso gli ultimi quindici mesi in giro per il mondo intervistando le persone più importanti della sua vita. Credo che questo film sia capace di divertire ed allo stesso tempo far conoscere il vero Michael Jackson. Spero che questo servirà come testimonianza durevole della compassione e dell'amore che egli aveva per tutto il genere umano. Era un individuo molto complesso e questo film rivela le molteplici sfaccettature della sua personalità.»

Men in Black II (2002)
Nel film troviamo un cammeo di Michael Jackson, aspirante agente MIB.

Scary Movie (2000)
All’inizio Wes Craven aveva pensato di intitolare il suo film, poi divenuto “Scream”, Scary Movie. Il regista avrebbe cambiato idea dopo aver sentito la canzone di Michael Jackson.

Maicol Jecson (2014)
Il titolo del film è un riferimento al cantante Michael Jackson, la cui morte viene citata in una delle scene del film.

Whitney (2017)
Whitney Houston è stata una delle artiste donne più premiate negli USA: 200 milioni di dischi venduti; insieme a Michael Jackson il primo posto nella classifica degli artisti black più premiati; il record di American Music Awards (22 premi vinti). Inoltre, è l'unica artista ad avere avuto contemporaneamente 12 brani nella classifica britannica.

I Goonies (1985)
Durante le riprese, Steven Spielberg e Richard Donner portarono i giovani protagonisti al Dodger Stadium, Los Angeles, per il concerto di Michael Jackson, Victory.

I Goonies (1985)
Nel film, Mikey menziona Michael Jackson riferendosi alle fantasie di Chunk. Nella vita reale Corey Feldman (Mouth) è stato amico stretto del cantante. L'attore ha partecipato anche al Memorial di Michael Jackson dopo la sua morte nel giugno 2009.

Stand by Me - Ricordo di un'estate (1986)
A Michael Jackson è stato chiesto di fare una cover del brano di Ben E. King, Stand by Me. Alla fine Rob Reiner ha pensato che la versione originale fosse più adatta al film.

Michael Jackson's This Is It (2009)
Durante le udienze preliminari al processo per la morte del Re del Pop, per il quale è stato condannato a 4 anni di carcere per omicidio colposo il medico dell'artista Conrad Murray, emerse che alla prima udienza il regista del film aveva mentito sul banco dei testimoni. Kenny Ortega dichiarò che le telecamere che avevano ripreso le prove dei concerti - riprese destinate esclusivamente all'archivio personale di Michael Jackson - erano soltanto due. All'udienza del 16 giugno 2011, invece, risultò che le telecamere erano di più, come se il film fosse previsto allo scuro del cantante.

Michael Jackson's This Is It (2009)
Si pensa che Michael Jackson non abbia effettivamente firmato per sostenere 50 concerti. Quando circolarono queste voce, nel periodo antecedente alla morte dell'artista, Randy Phillps e Kenny Ortega si affrettarono a dichiarare pubblicamente che le condizioni psicofisiche di Michael Jackson erano ottime. Tuttavia, in aula, come si è evinto dallo scambio di mail intercorso tra i due, erano perfettamente consapevoli della salute cagionevole del cantante.

Hell Fest (2018)
La maschera dell'assassino è stata creata dal prolifico artista del make up Tony Gardner, che iniziò la sua carriera col video di "Thriller" di Michael Jackson.

Leaving Neverland (2019)
A seguito della messa in onda del documentario in USA e Regno Unito, è comparso online un sito in difesa del cantante: MJInnocent.com e un video dal titolo Michael Jackson e Wade Robson: La Vera Storia che cerca di smascherare i due accusatori; contestualmente l'hashtag #MJInnocent è diventato in poche ore trend topic su Twitter.

Leaving Neverland (2019)
Taj Jackson, nipote del cantante, ha manifestato il suo disappunto lanciando una raccolta fondi online per produrre una serie di contro-documentari su Michael Jackson, con l'obiettivo di contrastare - a suo dire - le falsità presenti in Leaving Neverland. Taj ha dichiarato: «Dopo che le loro accuse sono state respinte in tribunale, i due soggetti protagonisti di questo film si sono rivolti a HBO, al canale britannico Channel 4 e al Sundance Film Festival per raccontare le loro storie. Sono estremamente deluso dal Sundance. Adesso basta. Michael Jackson è morto da uomo innocente ed è stato vendicato in tribunale. È tempo di prendere posizione, e sto combattendo duramente per la verità».

Leaving Neverland (2019)
L'impatto del documentario sull'opinione pubblica è stato talmente forte da spingere diverse stazioni radiofoniche di Australia, Canada, Olanda e Nuova Zelanda a bandire le canzoni del Re del pop dai loro palinsesti. A seguire altri episodi anaoghi hanno dato valore alla tesi sostenuta in Leaving Neverland: la statua raffigurante la star, che si trovava al National Football Museum della Gran Bretagna, è stata rimossa; H&M ha rimosso le magliette di Michael Jackson dai suoi negozi fisici e online proprio a causa della «natura delicata del recente documentario» e perfino James L. Brooks, produttore esecutivo de I Simpson - in comune accordo con il creatore della serie Matt Groening e lo showrunner Al Jean - ha deciso di rimuovere l’episodio Stark Raving Dad (in italiano Papà-zzo da legare, presente nella terza stagione), in cui Michael Jackson compariva come doppiatore. Alla lista di "censori" si aggiungono anche Louis Vuitton, Starbucks, Transport for London e The Survivors Trust.

Leaving Neverland (2019)
Jermaine Jackson, fratello del cantante, è scoppiato in lacrime durante la trasmissione Good Morning condotta da Susanna Reid e Piers Morgan: «Ciò che la gente non sa è che Wade Robson ha cambiato la sua versione dei fatti, quella che aveva raccontato sia prima che dopo la morte di Michael. Dopo essere stato escluso dallo spettacolo del Cirque du Soleil dedicato a Michael Jackson, se n'è andato in giro a cercare un contratto di pubblicazione per il suo libro sui presunti abusi, che nessun editore ha mai neanche considerato. Ha citato in giudizio l'Estate di Michael Jackson per 1,5 miliardi di dollari, ma è stato sbattuto fuori dal tribunale. Dunque, tutto ciò che gli rimaneva da fare era un documentario. Così si è messo di fronte a una telecamera con un gruppo di persone e ha vomitato tutte queste assurdità. La nostra famiglia è stanca, siamo molto stanchi. Lasciate riposare quest'uomo, ha fatto tanto per il mondo, lasciatelo riposare. Abbiamo perso Michael, abbiamo perso nostro padre, siamo ancora in lutto. Abbiamo perso molto, lasciateci soli, lasciatelo in pace, lasciatelo riposare, merita di riposare. Sono sicuro al mille per cento dell'innocenza di Michael. È stato giudicato da una giuria e assolto da tutto ciò perché non c'era alcun indizio concreto. Non c'era niente lì. Non esiste alcuna verità in questo documentario. Viviamo in un'epoca in cui le persone possono dire qualsiasi cosa e viene accolta come verità. Sotto giuramento, Robson ha detto ciò che ha detto, ma si preferisce credere a un documentario».

Leaving Neverland (2019)
I familiari di Michael Jackson hanno intentato una causa da 100 milioni di dollari contro HBO, tentativo rivelatosi vano di bloccare la diffusione del documentario al Sundance e in Tv. La causa tuttavia non riguarda espressamente Leaving Neverland: fa riferimento alla violazione di un accordo risalente al 1992, quando HBO mandò in onda il concerto di Michael Jackson del Dangerous Tour Live From Bucharest, sottoscrivendo però una clausola che vietava all'emittente di denigrare il Re del Pop in programmi futuri.

Leaving Neverland (2019)
Dopo la presentazione di Leaving Neverland in anteprima mondiale al Sundance Film Festival, nella sezione Eventi Speciali (accolta tra gli applausi e lo sdegno dei presenti), i familiari della star il 28 gennaio 2019 hanno dichiarato: «Michael Jackson è nostro fratello e nostro figlio. Siamo furiosi per il fatto che i media, senza uno straccio di prova o un singolo pezzo di indizio materiale, abbiano scelto di credere alla parola di due bugiardi conclamati invece che a quella di centinaia di famiglie e amici in tutto il mondo che hanno trascorso del tempo con Michael, molti di loro a Neverland, e che hanno sperimentato la sua leggendaria gentilezza e generosità globale. Siamo orgogliosi di ciò che Michael Jackson rappresenta. Le persone hanno sempre amato perseguitare Michael. Era un bersaglio facile perché era unico. Ma Michael fu sottoposto a un'indagine approfondita che incluse un raid a sorpresa a Neverland e in altre proprietà, nonché un processo davanti a una giuria in cui Michael venne considerato COMPLETAMENTE INNOCENTE. Non c'è mai stato uno straccio di prova di nulla. Eppure i media sono ansiosi di credere a queste bugie. Michael ha sempre rivolto l'altra guancia, e anche noi abbiamo sempre rivolto l'altra guancia quando le persone hanno perseguitato i membri della nostra famiglia - questo è lo stile dei Jackson. Ma non possiamo semplicemente stare fermi di fronte a questo linciaggio pubblico e alla persecuzione da parte di avvoltoi e altri che non hanno mai incontrato Michael. Michael non è qui per difendersi, altrimenti queste accuse non sarebbero state fatte. I creatori di questo film non erano interessati alla verità. Non hanno mai intervistato una sola anima che conoscesse Michael, tranne i due spergiuri e le loro famiglie. Questo non è giornalismo, e non è giusto, eppure i media continuano a diffondere queste storie. Ma la verità è dalla nostra parte. Fate le vostre ricerche su questi opportunisti. I fatti non mentono, le persone sì. Michael Jackson era e sarà sempre al 100% innocente da queste false accuse».

Leaving Neverland (2019)
Nonostante le critiche che hanno coinvolto il regista Dan Reed in merito all'assenza, nel documentario, di un contraddittorio (mancano infatti interviste ad amici e familiari del cantante), al giornale britannico The Telegraph, il regista ha dimostrato di non avere dubbi sulla "colpevolezza" di Michael Jackson: «La menzogna che Jackson ha perpetrato mentre era vivo che era un grande difensore e sostenitore dei bambini, e la ferocia con cui i suoi soci in affari e la sua famiglia lo hanno difeso, significa che la sua caduta sarà ancora più pesante».

Leaving Neverland (2019)
L'Estate di Michael Jackson (fondazione che gestisce l'immagine e l'eredità del Re del Pop) ha rilasciato una lunga e articolata dichiarazione dopo la prima al Sundance: «Leaving Neverland non è un documentario, è una sorta di assassinio del personaggio tabloid che Michael Jackson ha sopportato nella vita, e ora nella morte. Il film tratta accuse non provate per cose presumibilmente successe 20 anni fa e le tratta come fatto. Queste affermazioni sono state la base di querele depositate da questi due bugiardi, che sono state in via definitiva respinte da un giudice. I due accusatori avevano testimoniato sotto giuramento che questi eventi non si sono mai verificati. Non hanno fornito nessuna prova evidente e assolutamente nessuna prova a sostegno delle loro accuse, il che significa che l'intero film si basa esclusivamente sulla parola di due spergiuri. È significativo che il regista abbia ammesso al Sundance Film Festival di aver limitato le sue interviste solo a questi accusatori e alle loro famiglie. Nel farlo, ha intenzionalmente evitato di intervistare numerose persone che, nel corso degli anni, hanno trascorso un tempo significativo con Michael Jackson e hanno inequivocabilmente dichiarato che ha sempre trattato i bambini con rispetto e non ha fatto loro nulla di male. Scegliendo di non includere nessuna di queste voci indipendenti che potrebbero sfidare la narrazione che era determinato a vendere, il regista ha trascurato di fare la verifica dei fatti realizzando così una narrazione così palesemente unilaterale che gli spettatori non avranno mai nulla di vicino ad un ritratto equilibrato. Per 20 anni, Wade Robson ha negato in tribunale e in numerose interviste, anche dopo la morte di Michael, di essere stato vittima e ha dichiarato di essere grato per tutto quello che Michael aveva fatto per lui. La sua famiglia ha beneficiato della gentilezza di Michael, della generosità e del sostegno alla sua carriera fino alla morte di Michael. A prescindere da Leaving Neverland, occorre considerare il fatto che quando a Robson è stato negato un ruolo in una produzione di Cirque du soleil a tema Michael Jackson, sono improvvisamente emerse le sue accuse di molestie. Siamo estremamente solidali con qualsiasi effettiva vittima dell'abuso di minori. Questo film, però, fa un disservizio a quelle vittime. Perché nonostante tutte le false smentite fatte che qui non si tratta di soldi, si è sempre parlato di soldi - milioni di dollari - risalente al 2013 quando sia Wade Robson che James Safechuck, che condividono lo stesso studio legale, hanno lanciato senza successo le loro affermazioni contro la Estate di Michael. Ora che Michael non è più qui per difendersi, Robson, Safechuck e i loro avvocati continuano i loro sforzi per raggiungere la notorietà e per essere pagati coprendolo con le stesse accuse di cui una giuria lo ha trovato innocente quando era vivo».


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